Cerca

Sequestro da 2,2 milioni a imprenditore legato al clan dei Casalesi: sigilli a società, immobili e conti bancari

Redazione
Condividi:
Sequestro da 2,2 milioni a imprenditore legato al clan dei Casalesi: sigilli a società, immobili e conti bancari
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~3 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Operazione della Guardia di Finanza contro patrimoni riconducibili alla criminalità organizzata in provincia di Caserta

Maxi operazione contro i patrimoni riconducibili alla criminalità organizzata in Campania. La Guardia di Finanza di Napoli, attraverso il GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha eseguito un sequestro patrimoniale da 2,2 milioni di euro nei confronti di un imprenditore ritenuto vicino al clan dei Casalesi.

I sigilli hanno riguardato società, immobili, terreni, autoveicoli e rapporti finanziari, tutti beni considerati riconducibili all’attività economica accumulata nel tempo grazie ai rapporti con ambienti della camorra casalese.

Il provvedimento del Tribunale: sequestri su aziende, terreni e conti correnti

Il decreto di sequestro è stato disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’operazione ha portato al blocco di un ingente patrimonio riconducibile a Tullio Iorio, imprenditore 51enne originario di San Cipriano d’Aversa, attivo nel settore della fornitura di calcestruzzo e dei lavori edili e stradali.

Nel dettaglio, il sequestro ha riguardato:

  • quote societarie e l’intero compendio aziendale di una società
  • 15 immobili tra fabbricati e terreni situati nella provincia di Caserta
  • 4 autoveicoli
  • rapporti bancari e finanziari

Secondo gli investigatori, il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 2,2 milioni di euro.

Le accuse: riciclaggio aggravato e rapporti con il clan dei Casalesi

L’imprenditore è stato condannato in via definitiva per riciclaggio aggravato dalla circostanza mafiosa. Inoltre, è attualmente rinviato a giudizio per diversi reati legati alla criminalità organizzata, tra cui:

  • concorso esterno in associazione mafiosa
  • trasferimento fraudolento di valori
  • turbativa d’asta

Secondo le indagini coordinate dalla DDA di Napoli, l’uomo avrebbe beneficiato per anni della protezione e del sostegno del clan dei Casalesi, in particolare della fazione Schiavone, una delle più influenti all’interno dell’organizzazione criminale.

Il sistema degli appalti pubblici e le società fittizie

Le indagini della Guardia di Finanza hanno ricostruito un sistema di alterazione delle gare pubbliche, soprattutto nel territorio della provincia di Caserta.

Secondo quanto emerso:

  • venivano utilizzate intestazioni fittizie di società
  • si faceva ricorso a atti intimidatori e corruzione
  • il clan garantiva controllo e influenza sulle gare d’appalto

Grazie a questo meccanismo, l’imprenditore avrebbe ottenuto importanti appalti pubblici e forniture di calcestruzzo, assicurandosi un flusso continuo di denaro.

Il ruolo della camorra nel sistema economico locale

Gli investigatori ritengono che la federazione mafiosa casalese abbia favorito la crescita economica dell’imprenditore attraverso un sistema strutturato di:

  • false fatturazioni
  • prelievi di denaro contante
  • monetizzazione di titoli di credito

Una parte dei profitti, secondo gli inquirenti, sarebbe stata destinata al clan dei Casalesi, con percentuali legate al valore delle commesse o ai quantitativi di materiale fornito.

La lotta ai patrimoni della criminalità organizzata

Il sequestro rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di contrasto alla criminalità economica e mafiosa, che punta a colpire non solo le attività illegali ma soprattutto i patrimoni accumulati grazie alla camorra.

L’azione delle autorità mira infatti a interrompere i circuiti economici delle organizzazioni mafiose, sottraendo risorse finanziarie e immobiliari che alimentano il potere dei clan sul territorio.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.