Dal 22 al 26 aprile il Centro Culturale di Milano ospita “Musica disegnata”, mostra personale di Gianfranco Moraci e primo evento di Art on Design, incubatore aperto e in evoluzione capace di accogliere visioni, stili e approcci differenti, dando forma a un ecosistema creativo in cui le discipline si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente.
Nato da un’idea di Accent On Design, agenzia milanese di graphic design e brand identity, Art on Design si propone come piattaforma dinamica aperta in cui arte, design e cultura visiva dialogano senza gerarchie, generando nuove possibilità espressive.
Ma come si disegna la musica, qualcosa che per definizione non si può vedere? Gianfranco Moraci risponde senza esitazioni: la si cattura mentre passa, e la si fissa sulla carta. I suoi disegni non illustrano canzoni né le accompagnano: sono la musica mentre accade. Un assolo che diventa linea, una voce che si piega in figura, un ricordo che prende forma senza permesso.
Nelle sue tavole non compaiono ritratti, ma gli “effetti collaterali” dell’ascolto: figure leggermente deformate, musicisti elastici, presenze fuori asse, come se il ritmo le avesse spostate impercettibilmente dal reale. È un immaginario notturno, sospeso tra jazz club e spazio domestico, dove affiorano echi lontani, sempre filtrati dalla memoria, mai dalla riproduzione fedele.
Il segno è nervoso, imperfetto, vivo. Non cerca compiacimento estetico, ma urgenza. Anche le parole, quando entrano nel disegno, non spiegano: agiscono come suono, marcano il tempo, si comportano come una voce dentro una composizione.
Ogni immagine attiva un processo inverso: non descrive ciò che si vede, ma riporta a ciò che si è ascoltato. E con esso riaffiorano luoghi, momenti, relazioni. Per Moraci, la musica è memoria, e la memoria non è mai lineare: è selettiva, inclinata, talvolta teatrale. Proprio come il suo segno.
Da questa pratica emerge quasi un nuovo linguaggio: uno spazio in cui le note non si ascoltano, ma si guardano. Dove la musica devia dal suo percorso abituale attraversa il corpo e si deposita nelle mani.
In dialogo con le opere di Moraci, la mostra presenta anche dieci lavori di Gianna Dell’Acqua realizzati in collaborazione con l’artista. Si tratta di composizioni astratte, dense di materia e colore, che si muovono sul piano delle emozioni primarie attraverso cromatismi vibranti e stratificazioni formali. Il progetto nasce dal confronto con i materiali grafici di Moraci, rielaborati da Dell’Acqua in chiave espressiva. Ne scaturisce un dialogo serrato tra segno e immagine, in cui la parola illustrata perde la sola funzione didascalica per diventare elemento strutturale dell’opera.La musica, matrice comune del lavoro di entrambi, viene così evocata nelle sue dimensioni tattili, visive e narrative, ampliando il campo percettivo dell’esperienza artistica.
Orari di apertura: Tutti i giorni dalle 13.00 alle 19.00
Informazioni: t. 02.86455162 | [email protected]
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