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Festa di Sant’Agazio, compatrono della diocesi di Catanzaro-Squillace Maniago: “La fede autentica trasforma la vita e le relazioni”

Redazione
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Festa di Sant’Agazio, compatrono della diocesi di Catanzaro-Squillace Maniago: “La fede autentica trasforma la vita e le relazioni”
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Si è svolta nella Concattedrale di Squillace la solenne celebrazione in onore di Sant’Agazio, compatrono dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. La Santa Messa è stata presieduta dall’arcivescovo metropolita, , alla presenza di sacerdoti, diaconi, autorità civili e militari e numerosi fedeli provenienti dalle diverse comunità del territorio diocesano.

Nel corso dell’omelia, mons. Maniago ha richiamato il valore concreto della testimonianza cristiana nel tempo presente, sottolineando come la fede non possa ridursi a una semplice appartenenza formale. “Dichiararsi cristiani significa vivere secondo il Vangelo: nel modo di parlare, di relazionarsi, di guardare gli altri e il mondo”, ha affermato il presule.

L’arcivescovo ha quindi evidenziato il significato del Battesimo, definendolo “non la garanzia di una vita felice e senza problemi, ma la certezza che il Signore è con noi”, invitando la comunità a vivere questo tempo come “un momento di rigenerazione della fede”, capace di rinnovare il cammino personale e comunitario.

Nel riferimento alle tensioni e alle ferite del contesto sociale e internazionale, mons. Maniago ha ammonito: “Guai a noi se banalizzassimo la gravità di ciò che accade nel mondo”, richiamando il Vangelo del seme che deve morire per portare frutto. “Spendersi per il bene di tutti produce frutti buoni, frutti offerti a tutti”, ha aggiunto.

La figura di è stata indicata come esempio attuale di fedeltà al Vangelo. “Aveva una posizione importante e sicura, ma l’incontro con Cristo cambiò radicalmente il senso della sua vita”, ha ricordato l’arcivescovo, esortando i fedeli a non vivere la fede come “un’etichetta esteriore”, ma come “un incontro vivo con il Signore”.

Concludendo l’omelia, mons. Maniago ha invitato la comunità diocesana a diventare “semi capaci di generare una società nuova, un’umanità nuova”, confidando nella forza del Signore e nell’intercessione del santo compatrono della diocesi.


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