Medici di famiglia sul piede di guerra contro il decreto Schillaci
La Fimmg Catanzaro lancia l’allarme sul riordino dell’assistenza territoriale: “Rischio concreto per la medicina di prossimità”
La protesta dei medici di famiglia contro il cosiddetto decreto Schillaci entra nel vivo anche in Calabria. A prendere posizione è la Fimmg Catanzaro, che attraverso il segretario provinciale Gennaro De Nardo esprime forte preoccupazione per il progetto di riforma dell’assistenza primaria territoriale, definendolo un provvedimento che potrebbe avere conseguenze pesanti sull’intero sistema sanitario locale.
Secondo il sindacato dei medici di medicina generale, il nuovo impianto normativo rischierebbe infatti di modificare radicalmente il rapporto tra medico e paziente, indebolendo quel modello di assistenza territoriale che da anni rappresenta un punto di riferimento per migliaia di cittadini, soprattutto nelle aree periferiche e interne della Calabria.
Fimmg Catanzaro contro il riordino dell’assistenza primaria
La presa di posizione della Fimmg arriva dopo la decisione della segreteria nazionale di avviare uno stato di agitazione della categoria. Alla base della protesta c’è la volontà del Governo di intervenire con un decreto-legge sul riordino dell’assistenza sanitaria territoriale.
Per Gennaro De Nardo, segretario della Fimmg Catanzaro, il problema principale sarebbe l’assenza di confronto con i rappresentanti della categoria. Secondo il sindacato, una riforma così importante dovrebbe nascere da un dialogo diretto con chi ogni giorno opera sul territorio e conosce le criticità del sistema sanitario locale.
L’associazione sottolinea inoltre che l’attuale modello italiano di medicina generale viene spesso indicato come uno dei più efficienti a livello europeo, grazie al forte rapporto fiduciario tra il medico di base e il cittadino.
Il nodo delle aree interne della Calabria
Uno degli aspetti più delicati riguarda la situazione delle aree interne calabresi e della provincia di Catanzaro. In molti comuni, infatti, il medico di famiglia rappresenta spesso il primo e unico presidio sanitario facilmente accessibile.
La Fimmg evidenzia come numerosi territori soffrano già oggi di problemi legati alla carenza di strutture sanitarie, ai collegamenti difficili e alla distanza dagli ospedali principali. In questo contesto, un eventuale ridimensionamento della medicina territoriale potrebbe aumentare i disagi per i cittadini, in particolare anziani e persone fragili.
Secondo il sindacato, le Case di Comunità previste dalla riforma non sarebbero sufficienti, da sole, a garantire la stessa capillarità assicurata attualmente dalla rete dei medici di base.
La posizione del ministro Schillaci
Dal canto suo, il ministro della Salute Orazio Schillaci continua a difendere la riforma, sostenendo che l’obiettivo sia quello di modernizzare il sistema sanitario e rafforzare la presa in carico dei pazienti sul territorio.
Il Ministero ritiene infatti necessario intervenire su alcune criticità ormai strutturali della professione medica, come il peso burocratico crescente, la carenza di nuovi medici e le difficoltà organizzative che negli ultimi anni hanno interessato il settore della medicina generale.
Secondo Schillaci, il nuovo modello dovrebbe consentire una gestione più moderna della prevenzione, delle cronicità e dell’assistenza territoriale.
Perché il dibattito sulla medicina territoriale è così importante
Il confronto sul futuro della sanità territoriale rappresenta oggi uno dei temi più delicati per il sistema sanitario italiano. Dopo la pandemia, infatti, è emersa con forza la necessità di rafforzare i servizi sanitari vicini ai cittadini, soprattutto nei piccoli centri e nelle zone periferiche.
La Calabria, da questo punto di vista, rappresenta uno dei territori più sensibili. La carenza di personale sanitario, le difficoltà logistiche e la ridotta presenza di strutture ospedaliere rendono fondamentale il ruolo dei medici di base nel garantire assistenza continua alla popolazione.
La discussione sul decreto Schillaci potrebbe quindi avere effetti diretti non solo sull’organizzazione della sanità, ma anche sulla qualità della vita di migliaia di cittadini calabresi.
La protesta dei medici potrebbe allargarsi
Nei prossimi giorni potrebbero essere organizzate ulteriori iniziative sindacali e momenti di confronto pubblico. La Fimmg ribadisce la necessità di aprire un tavolo di dialogo con il Governo per evitare una riforma che, secondo i rappresentanti della categoria, rischierebbe di penalizzare il rapporto diretto tra medico e paziente.
Il tema della riforma della medicina territoriale continuerà dunque a essere al centro del dibattito politico e sanitario nazionale, con particolare attenzione alle realtà del Sud Italia e della Calabria.
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