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Ue verso il congelamento del price cap sul petrolio russo

Redazione
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Ue verso il congelamento del price cap sul petrolio russo
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Bruxelles valuta di mantenere il tetto a 44,10 dollari al barile per evitare un rialzo automatico in estate

L’Unione Europea starebbe valutando il congelamento temporaneo del price cap sul petrolio russo, con l’obiettivo di mantenere più rigida la pressione economica su Mosca e limitare le entrate derivanti dall’export energetico.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, Bruxelles potrebbe decidere di bloccare l’attuale soglia del tetto al prezzo del petrolio russo, fissata a 44,10 dollari al barile, prima dell’adeguamento automatico previsto in estate. Il rischio, infatti, è che il meccanismo dinamico introdotto dall’Ue porti a un rialzo del limite fino ad almeno 65 dollari al barile.

Come funziona il price cap sul petrolio russo

Il price cap è uno degli strumenti utilizzati dall’Ue e dai partner internazionali per ridurre le risorse economiche della Russia, senza interrompere completamente i flussi di petrolio sui mercati globali.

La Commissione europea ha confermato che dal 1 febbraio 2026 il tetto massimo per il greggio russo è stato fissato a 44,10 dollari al barile. Il meccanismo prevede una revisione periodica ogni sei mesi e punta a mantenere il limite al 15 per cento sotto il prezzo medio del greggio russo Urals nel periodo di riferimento.

Perché l’Ue valuta il congelamento

Il possibile congelamento del price cap nasce dalla volontà di evitare un allentamento indiretto delle sanzioni. Se la soglia salisse in modo automatico, Mosca potrebbe beneficiare di maggiori ricavi dalle esportazioni di petrolio, proprio mentre resta alta la tensione internazionale legata alla guerra e agli equilibri energetici.

La misura avrebbe quindi una doppia finalità: mantenere la pressione sulle entrate russe e garantire stabilità ai mercati, evitando scosse improvvise sul prezzo del greggio.

Petrolio russo e sanzioni, una partita ancora aperta

Il tema del petrolio russo resta centrale nella strategia europea contro Mosca. Il tetto al prezzo, insieme alle restrizioni sui servizi marittimi, assicurativi e finanziari, punta a colpire una delle principali fonti di finanziamento dell’economia russa.

La decisione finale, tuttavia, richiederà un delicato equilibrio politico tra i Paesi membri e un coordinamento con gli alleati internazionali. In gioco non c’è soltanto il valore del price cap sul petrolio russo, ma anche la credibilità dell’intero sistema sanzionatorio europeo.


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Scritto da Redazione

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