Quanto la Storia patria diverte e s'impara a teatro: "La governante di Cavour"
Il Teatro è il luogo della memoria, dove si raccontano trame umane a volte immaginarie, ma che parlano di noi, altre volte riprese da fatti reali e persino storici. Ecco nel caso in oggetto centrale è la Storia Patria Italiana. "La governante di Cavour" è una commedia dal ritmo incalzante piena di umorismo e comicità, portata in scena (da ben tre stagioni ancora in tournée) da due istrionici talenti, che ne sono anche autori, Francesca Nunzi, attrice di lungo corso, una vita tra cinema e teatro e protagonista di numerose serie tv di successo, e Marco Predieri, al suo attivo oltre vent'anni di palcoscenico e diversi copioni da autore. Due soli interpreti ma che fanno per mille, nel narrare in modo strampalato, ma lucido al tempo stesso, la genesi dell'Unità d'Italia, negli anni dell'ultimo irredentismo. Così quello che appare spesso polveroso sui libri di scuola diventa di colpo vivo, colorato e brillante, basta ambientare l'azione in una grande cucina, zeppa di roba e bandiere e ritratti, dove impastare il piano per portare lo Stivale sotto l'unica corona dei Savoia. Qui un Camillo Benso Conte di Cavour meno istituzionale e più umano litiga virtualmente con gli altri protagonisti della vicenda risorgimentale, Meme il Re, l'empio rivale Massimo D'Azeglio, che gli procura cerchi alla testa, il Garibaldi sciupafemmine e amico del popolo, che ne smuove la bile, e il Mazzini coi suoi Giovani Italiani, repubblicani guastafeste. Per non parlare di Pio IX, con le guardie svizzere (altrimenti chiamate), e del suo amico francese Napoleone III. Un puzzle da fare incastrare come le tessere di un popolo diviso e frammentato in mille dialetti, dei quali Mena, la governante, sembra l'espressione incarnata. Lei, la donna semplice e pratica, dalla sapienza contadina, che mette in riga il padrone ogniqualvolta questi si distragga dal grande compito di Fare l'Italia! Distrazioni che Benso ricerca nel vino e nelle donne, una in particolare, la Belgioioso, per allentare le pressioni politiche, quando queste non sfociano addirittura in una pericolosa ed esilarante nevrosi. La messa in scena è un crescendo tumultuoso, attraverso dialoghi serrati e monologhi dai quali emergono fatti storici reali e sorprendenti curiosità, che gli autori stessi, nonché interpreti, assicurano essere tratti da autentica documentazione, compresi i giornali satirici del tempo. Il tutto ovviamente è però "speziato" e talvolta volutamente confuso, per poi essere riordinato a tempo debito, dalla governante, vera artefice della Storia Patria. La Nunzi è un fuoco d'artificio in scena, con una verve pazzesca da grande star di Broadway (stage che troppo spesso mitizziamo, senza però valorizzare mai a pieno i nostri straordinari artisti made in Italy) capace di passare in un fulmisecondo da un'inflessione dialettale a un'altra, in un viaggio geografico tra le regioni del Bel Paese, da ricongiungere anche lessicalmente. Iconica la parodia del "canto a tenore" sardo. Predieri dal canto suo le tiene testa con un buon tempismo comico e una fisicità da grillo che zomba e trotta e al momento opportuno si irrigidisce in comiche pose di sbigottimento. Un affiatamento invidiabile che il pubblico ripaga con risate e ovazioni a scena aperta. Ma cos'ha di speciale questo spettacolo? Che è Storia e fa bene alla nostra stessa memoria! Ah se a scuola la si imparasse così! Uscendo da teatro qui ci si ricorda persino di chi era il Massari, o un pressoché sconosciuto (qui onnipresente in varie gag) Peppino La Farina, spia del Cavour. Consigliato al pubblico ma anche ai docenti e dirigenti scolastici, per portare le classi e scoprire che studiare storia è tutt'altro che noioso, e lo si può fare a teatro e con due docenti d'eccezione come i luminari Nunzi e Predieri. Lo spettacolo sarà in scena ancora a maggio, al Teatro San Gaspare di Roma, venerdì 8 maggio, al Comunale delle Fornacette di Rocca Prioria, domenica 10 maggio, e al Cinema Teatro Roma AB di Figline e Incisa Valdarno, provincia di Firenze, venerdì 15 maggio. Info: [email protected]
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