Covid: i parchi a tema in piazza, fateci riaprire subito
Cronaca Lazio Roma

Covid: i parchi a tema in piazza, fateci riaprire subito

martedì 11 maggio, 2021

Covid: i parchi a tema in piazza, fateci riaprire subito. Presidente categoria, così il Paese perde anche il turismo
ROMA, 11 MAG - "Abbiamo uno Stato che si è completamente dimenticato di noi come aziende e di voi come lavoratori. 

Uno Stato che non pensa a quanti di voi non hanno nemmeno più la disoccupazione o a quelli che con 650 euro al mese non ce la fanno più a mantenere la famiglia. 

L'1 luglio saremo l'ultimo comparto a riaprire, ma per quale motivo visto che lavoriamo all'aria aperta e abbiamo ridotto a un terzo la nostra capacità? Vogliamo aprire subito!". In un Piazza del Popolo a Roma colorata di lavoratori, mascotte, majorette, stuntmen e principesse, a lanciare l'appello è il presidente dell'Associazione Parchi Permanenti Italiani e Leolandia, Giuseppe Ira, in nome di un settore che nel 2019 ha generato un giro d'affari complessivo di due miliardi di euro, con 25.000 posti di lavoro diretti (tra occupati fissi e stagionali) che arrivano a 60.000 addetti considerando l'indotto. 

E che nel 2020 ha visto precipitare i ricavi dell'80% con 10.000 posti di lavoro stagionali in fumo. "L'atteggiamento del governo è miope - dice Ira - e non riusciamo a capire quali siano le ragioni" di questa apertura ritardata. "Ci fosse un rappresentante del Cts che si confronti con me per capire perché siamo così pericolosi". 

Senza contare, aggiunge, che "i nostri competitor in Spagna hanno aperto da prima di Pasqua. In questo modo il Paese perde continuamente capacità di fare turismo. Il ministro Franceschini non mi ha mai incontrato e il suo braccio destro dice che noi non siamo spettacolo. E allora questo cos'è?", domanda indicando la piazza. "Dicono che non siamo cultura, ma la cultura non può essere solo Pompei, sito encomiabile, ma non adatto a un bambino di tre-cinque anni, che magari quest'inverno per il Covid ha perso il nonno. 

Noi siamo cultura, una cultura popolare, ma diretta. I nostri acquari, i rettilari, le nostre attrezzature sono edutainment. Non è un settore che può morire". Quanto ai numeri, aggiunge a margine Ira, "non esageriamo quando diciamo che 100.000 famiglie dipendono da noi. Solo con la biglietteria" in tempi normali "contiamo 400 milioni di incassi. 

Con il merchandising si arriva a un miliardo più un altro miliardo di indotto, che va dalle camere degli alberghi ai negozi vicini. Ci sono già cinque miei colleghi dei parchi, invece, che hanno dovuto praticamente regalare la propria struttura pur di uscirne".


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