Centro simulazione medica avanzata di Taurianova, visita della senatrice Minasi dopo il programma tv “Le Iene” i dettagli
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Centro simulazione medica avanzata di Taurianova, visita della senatrice Minasi dopo il programma tv “Le Iene” i dettagli

sabato 5 novembre, 2022

Centro simulazione medica avanzata di Taurianova, visita della senatrice Minasi dopo il programma tv “le iene”: «ho trovato un centro di eccellenza, duole sia stato raccontato in maniera distorta»

«Nei giorni scorsi la trasmissione “Le Iene” ha trattato, in uno dei suoi servizi, la difficile situazione della sanità in Calabria e, con riferimento alla carenza di personale che purtroppo da tempo affligge la Regione, ha citato una serie di casi di presunti medici “imboscati”, assunti per un ruolo che invece non svolgono, tra cui quello di un sanitario che, anziché occuparsi del servizio 118, gestisce un corso di formazione per l’emergenza a Taurianova.

Sapevo dell’esistenza di questo corso, di cui, per la verità, avevo avuto riscontri solo positivi, dunque dopo il programma Tv mi sono voluta recare nella struttura che lo ospita per una verifica e devo dire di aver trovato una realtà d’eccellenza, di grandissima utilità per chi deve o vuole imparare il soccorso in emergenza, e animata da medici e operatori che ci mettono passione infinita, dedizione e, talvolta, anche soldi propri, per portarla avanti.

Una realtà, quindi, che differisce totalmente da quanto riportato nel servizio della Tv nazionale, cosa di cui mi rammarico fortemente».

La Senatrice Tilde Minasi interviene con queste parole su una delle vicende attenzionate di recente dal noto programma televisivo di Italia Uno “Le Iene”, ovvero quella del CeSiMA di Taurianova, il Centro di Simulazione Medica Avanzata aziendale, ospitato dal vecchio ospedale taurianovese. E racconta la sua visita alla struttura, istituita nel 2007 dall’allora Direttore generale dell’Asl di Palmi e oggi retta dal dott. Giovanni Calogero, assieme ai colleghi Carlo Putortì, Maria Megali, Giuseppe Micali e la sig.ra Marina Falleti.

«Sono rimasta molto colpita – riferisce la Senatrice – dalla sua organizzazione e dal livello di strumentazioni di cui è dotata.

Ho visto per esempio una perfetta sala parto con tanto di partoriente artificiale, la ricostruzione di un’autoambulanza, quella di una macchina incidentata e tanti altri locali in cui vengono simulate le situazioni più disparate, con manichini robot su cui gli allievi possono esercitarsi per impratichirsi, certamente acquisendo così la manualità e velocità che non potrebbero acquisire solo dai manuali, e avendo la possibilità di prepararsi al meglio per operare bene, senza mettere a rischio pazienti reali, una volta chiamati a lavorare sul campo».

I corsi di formazione promossi dal Ce.Si.MA sono rivolti non solo al personale sanitario dell’emergenza-urgenza interno, ma anche a quello esterno e ad associazioni di volontariato, Enti, Scuole e perfino Forze dell’Ordine. E’ dotato di robot “manichini” (perfetta riproduzione di bambini e adulti), strumentazioni tecnologiche avanzate, allestimenti scenografici che riproducono fedelmente incidenti, incendi e altri scenari critici che aiutano gli allievi a mettersi alla prova nelle situazioni più difficili.

«Una vera eccellenza, ribadisco, accreditata all’Asp e al Ministero – aggiunge Minasi – che attira studenti anche da fuori Regione e che va certamente sostenuta, pubblicizzata e aiutata, considerato anche il forte attaccamento di chi ci lavora. Ho scoperto ad es. che i medici hanno addirittura investito soldi propri per cablare tutte le sale per la formazione in remoto.

Tutto questo però – conclude la Senatrice – mi porta a un’amara riflessione finale: sono tantissime, purtroppo, le deficienze che insistono sul nostro sistema sanitario, lo sappiamo, e su quelle è certamente un bene che la stampa tenga alta l’attenzione, con denunce e stimolo a intervenire. Quando però c’è qualcosa che funziona, andrebbe raccontato in maniera corretta, non distorta. Duole che le Iene abbiano, in questo caso, messo in cattiva luce il Centro e chi lo fa funzionare con la sua preziosa attività. Fa male a loro, ma anche a tutta la collettività calabrese.

Da parte mia spero che esperienze come questa continuino a operare e, anzi, si moltiplichino sul territorio. E auguro a tutti gli operatori un buon lavoro».


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