Sanremo 2026, trionfo nella serata cover: Ditonellapiaga e TonyPitony conquistano l’Ariston
Una notte di duetti, sorprese e grandi emozioni al Festival di Sanremo 2026
La serata delle cover di Sanremo 2026 si conferma ancora una volta uno degli appuntamenti più attesi del Festival di Sanremo. Tra omaggi alla grande musica italiana e internazionale, duetti sorprendenti e momenti destinati a far discutere, a vincere sono stati Ditonellapiaga e TonyPitony, protagonisti di una versione originale e raffinata di The Lady Is a Tramp.
La loro interpretazione ha convinto pubblico e critica, imponendosi come la migliore esibizione della serata dedicata alle reinterpretazioni dei grandi classici.
Il podio della serata cover: tra blues, tradizione e grandi voci
Dietro ai vincitori, si è piazzato Sayf, che ha riportato in vita Hit The Road Jack – brano simbolo di Ray Charles – accompagnato da Alex Britti e Mario Biondi, in una coinvolgente atmosfera da Blues Brothers.
Terzo posto per Arisa, che insieme al Coro del Teatro Regio di Parma ha proposto una toccante versione di Quello che le donne non dicono, storico successo di Fiorella Mannoia, confermandosi interprete intensa e capace di emozionare.
L’apertura spettacolare di Laura Pausini
Ad aprire la serata è stata Laura Pausini, con un set scenografico che ha preso il via all’esterno del Teatro Ariston per poi travolgere la platea con un medley di:
- Immensamente di Umberto Tozzi
- Io Canto di Riccardo Cocciante
- Ritorno ad Amare di Biagio Antonacci
Un momento carico di significato, accompagnato da un messaggio potente: la libertà di esprimersi e di essere ascoltati. Dopo gli oltre 9,5 milioni di spettatori della terza serata, con uno share del 60,6% – il dato più alto dal 1990 – il festival conferma il suo straordinario impatto mediatico.
I momenti più discussi: baci, polemiche e messaggi forti
Tra gli episodi che hanno acceso i social spicca il bacio tra Levante e Gaia, sulle note di I Maschi di Gianna Nannini. La regia, affidata a Maurizio Pagnussat, è stata oggetto di commenti online, ma nessuna censura: solo dinamiche tecniche di palco.
Altro momento intenso è stato quello di Dargen D’Amico, accompagnato da Pupo (che celebra 50 anni di carriera) e Fabrizio Bosso alla tromba. La loro versione di Su di Noi si è chiusa con una voce campionata di Papa Francesco, che ha lanciato un messaggio contro la guerra, rendendo l’esibizione particolarmente significativa.
Le altre esibizioni che hanno segnato la serata
La serata delle cover ha offerto un viaggio trasversale tra generi e generazioni:
- Elettra Lamborghini e le Las Ketchup hanno fatto ballare l’Ariston con Aserejé.
- Mara Sattei e Mecna hanno unito rap e melodia in L’Ultimo Bacio di Carmen Consoli.
- Patty Pravo, con il ballerino della Scala Timofej Andrijashenko, ha omaggiato Ornella Vanoni con Ti lascio una canzone di Gino Paoli.
- Malika Ayane e Claudio Santamaria hanno proposto una raffinata versione di Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina.
- Cristina D’Avena, in chiave rock, ha trasformato Occhi di Gatto in uno show energico con le Bambole di Pezza.
Emozionante anche il duetto tra Gianni Morandi e il figlio Tredici Pietro, sulle note di Vita, brano legato a Lucio Dalla. Un passaggio di testimone generazionale che ha commosso il pubblico.
Sanremo 2026 tra nostalgia, ironia e grandi ritorni
Non sono mancati momenti di leggerezza e nostalgia:
- J-Ax, Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci hanno omaggiato Renato Pozzetto con E la vita, la vita.
- LDA, Aka 7even e l’ottantenne Tullio De Piscopo hanno trasformato l’Ariston in una discoteca con Andamento Lento.
- Serena Brancale, Gregory Porter e Delia hanno regalato un intenso Besame Mucho.
Il premio alla carriera è stato assegnato a Caterina Caselli, a 60 anni dal successo di Nessuno mi può giudicare. Un messaggio ancora attuale: sentirsi liberi dal giudizio.
Perché la serata cover è centrale nel Festival di Sanremo
La serata delle cover del Festival di Sanremo 2026 rappresenta un ponte tra passato e presente. È il momento in cui gli artisti si misurano con la storia della musica, reinterpretandola e portandola a nuove generazioni.
Come ha ricordato Carlo Conti:
“Sanremo non è una città, è una condizione permanente dell’anima.”
Ed è proprio questo il segreto del successo del Festival di Sanremo: un evento capace, dopo oltre 70 anni, di rinnovarsi senza perdere la propria identità, mescolando musica, polemica, emozione e spettacolo in un racconto collettivo che continua a unire milioni di italiani.
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