Mondiali 2026, l'Italia non c'è ma gli italiani sì: ecco come si divide il tifo senza gli azzurri
Dalla Basilicata che ha creduto fino all’ultimo nel ripescaggio alla Lombardia che tifa le favorite, fino al Veneto che diserta del tutto: l'analisi di Casinos.com su dodici trend Google racconta come cambia il tifo regione per regione.
Lo scorso 31 marzo, a Zenica, l'Italia ha fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali, eliminata dalla Bosnia ai rigori. Da quel giorno 60 milioni di italiani devono decidere cosa fare di una Coppa del Mondo che si gioca senza gli azzurri. A poche ore dal Mondiale 2026, al via stasera in Canada, Messico e Stati Uniti, Casinos.com ha passato al setaccio i dodici trend Google più forti legati alla competizione nell'ultimo anno, in tutte e venti le regioni italiane. Ne emerge la mappa di un Paese che all'assenza della Nazionale ha reagito in modi diversi, e a volte opposti, regione per regione.
La frattura più netta è tra chi non si è ancora arreso e chi ha già voltato pagina. Da una parte c'è la Basilicata, la regione più ossessionata dal Mondiale di tutte: prima in Italia sulle ricerche per il ripescaggio degli azzurri e presente in otto delle dodici classifiche, come se al verdetto di Zenica non si fosse ancora rassegnata. Dall'altra c'è chi l'Italia l'ha già sostituita con le grandi favorite: la Lombardia segue le quote ed è prima nel Paese sia sul Brasile sia sulla Spagna, con il pragmatismo di chi tifa semplicemente per chi è dato vincente.
C'è poi chi, più che una squadra, ha adottato un nome. È il caso della Campania, prima in Italia nelle ricerche per tre dei quattro fuoriclasse monitorati, Lamine Yamal, Cristiano Ronaldo e Lionel Messi: lì non si sceglie una bandiera, si sceglie un campione. E c'è l'Italia più concreta, quella che del Mondiale guarda soprattutto il lato operativo: l'Abruzzo è primo sulle ricerche per le quote, Molise e Marche guidano a pari merito quelle sul calendario delle partite. Tra pronostici e palinsesti, è la fetta di Paese che al torneo si è già organizzata.
Le storie più curiose arrivano dalle singole regioni. Nel Nord-Est convivono due atteggiamenti opposti: il Trentino-Alto Adige è primo sulla Germania con cinquanta punti di margine sulla seconda, perché là dove si parla tedesco si tifa, in buona parte, tedesco; il Veneto, all'opposto, non compare in nessuna delle dodici classifiche, l'unica regione che il Mondiale sembra ignorare del tutto. Altrove pesano la geografia e la storia dell'emigrazione: la Sardegna è prima sulle ricerche per Mbappé, complice forse la vicinanza con la Corsica francese, mentre il Molise guida quelle per l'Argentina, eredità della forte emigrazione verso Buenos Aires. E c'è perfino chi non ha saputo scegliere: la Liguria ha già adottato le grandi favorite, ma fino all'ultimo ha continuato a sperare nel ripescaggio dell'Italia.
Un filo, però, attraversa la Penisola più di ogni altro: le quote. Tra i dodici trend analizzati, quello sui pronostici è il più diffuso sul territorio, dal Centro al Sud fino al Nord-Ovest. Anche senza la propria Nazionale in campo, insomma, gli italiani vogliono comunque dire la loro su chi alzerà la coppa. La mappa del tifo finisce dove comincia quella delle scommesse: e su quel terreno, anche un Mondiale orfano dell'Italia resta un Mondiale.
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