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Intelligenza Artificiale, il Governo vara i decreti attuativi: nuove regole per scuola, lavoro, giustizia e sicurezza. Video

Redazione
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Intelligenza Artificiale, il Governo vara i decreti attuativi: nuove regole per scuola, lavoro, giustizia e sicurezza. Video
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L’Italia accelera sull’AI e diventa il primo Paese europeo con una disciplina nazionale organica

L’Intelligenza Artificiale entra ufficialmente in una nuova fase in Italia. Al termine del Consiglio dei Ministri n. 177, il Governo ha approvato in via preliminare due importanti decreti legislativi che danno attuazione alla Legge 132/2025, definendo un quadro normativo dettagliato per l’utilizzo dell’AI nei settori della sicurezza, della giustizia, del lavoro, della scuola, dell’università e della pubblica amministrazione.

L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è quello di governare l’innovazione senza frenarla, mantenendo però al centro la persona e i suoi diritti. Un approccio che il Governo ha definito “umanocentrico”, in linea con il regolamento europeo sull’AI e con i principi etici che stanno guidando il dibattito internazionale sul tema.

AI e sicurezza: sì al supporto tecnologico, no al poliziotto automatizzato

Uno dei punti più rilevanti dei decreti riguarda l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle attività di polizia.

Secondo quanto illustrato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, l’AI potrà essere utilizzata come strumento di supporto alle forze dell’ordine, ma non sostituirà mai il giudizio umano.

Tra le principali novità:

  • utilizzo dell’AI per attività investigative e di sicurezza;
  • obbligo di supervisione umana qualificata;
  • tutela rafforzata dei dati personali;
  • divieto di sistemi di sorveglianza biometrica generalizzata;
  • utilizzo del riconoscimento facciale in tempo reale solo in casi eccezionali.

Le tecnologie biometriche potranno essere impiegate soltanto per situazioni particolarmente gravi, come:

  • minacce terroristiche;
  • ricerca di persone scomparse;
  • vittime di tratta;
  • casi di sequestro di persona;
  • sfruttamento sessuale.

Ogni procedura dovrà essere autorizzata dall’autorità giudiziaria e sottoposta a controlli preventivi sui diritti fondamentali dei cittadini.

Nuovi reati per chi manipola i sistemi di Intelligenza Artificiale

Sul fronte della giustizia, il Ministro Carlo Nordio ha annunciato l’introduzione di nuove fattispecie di reato.

Sarà infatti punito chi:

  • altera il funzionamento di sistemi di AI;
  • aggira le misure di sicurezza;
  • compromette piattaforme basate sull’intelligenza artificiale.

Le sanzioni scatteranno quando tali condotte potranno mettere in pericolo:

  • la vita delle persone;
  • l’incolumità pubblica;
  • la sicurezza dello Stato.

L’intervento nasce dalla necessità di colmare i vuoti normativi che inevitabilmente emergono con l’evoluzione tecnologica e con l’utilizzo sempre più diffuso di strumenti basati sull’AI.

Deepfake e tutela della dignità delle persone

Particolare attenzione è stata riservata al fenomeno dei deepfake, ovvero immagini, video e registrazioni audio create artificialmente attraverso algoritmi avanzati.

Il Governo ha confermato l’introduzione di specifiche sanzioni penali per contrastare la diffusione di contenuti manipolati che possano danneggiare la reputazione e la dignità delle persone.

Le pene previste possono arrivare fino a cinque anni di reclusione nei casi più gravi.

Lavoro e AI: vietati licenziamenti e assunzioni decisi esclusivamente dagli algoritmi

Uno dei passaggi più significativi riguarda il mondo del lavoro.

La Ministra del Lavoro Marina Calderone ha spiegato che il decreto introduce il divieto di decisioni completamente automatizzate nei rapporti lavorativi.

Questo significa che:

  • un’assunzione non potrà essere decisa soltanto da un algoritmo;
  • un licenziamento non potrà essere disposto esclusivamente da un sistema AI;
  • modifiche contrattuali e sanzioni disciplinari richiederanno sempre una valutazione umana.

Il decreto prevede inoltre:

  • obblighi di trasparenza verso i lavoratori;
  • tutela delle competenze professionali;
  • percorsi di aggiornamento continuo;
  • iniziative contro il digital divide.

Particolare rilievo assume il ruolo dell’Osservatorio sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel lavoro, già istituito dal Ministero.

Scuola: l’Intelligenza Artificiale entra nei programmi scolastici

Tra le novità più attese figura l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nella scuola italiana.

Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato che l’AI entrerà in modo esplicito nei curricula scolastici.

Le linee di intervento previste comprendono:

Educazione ai rischi dell’AI

Gli studenti saranno formati per riconoscere:

  • disinformazione;
  • manipolazione digitale;
  • utilizzo scorretto dei social;
  • rischi legati all’uso inconsapevole degli algoritmi.

Potenziamento delle discipline STEM

L’intelligenza artificiale verrà utilizzata per rafforzare le competenze in:

  • matematica;
  • informatica;
  • scienze;
  • tecnologia.

Orientamento verso le professioni del futuro

Le scuole saranno chiamate a favorire una maggiore conoscenza delle professioni legate alle discipline STEM e alla trasformazione digitale.

Formazione dei docenti

Il Ministero ha annunciato investimenti pari a:

  • 100 milioni di euro per la formazione sull’utilizzo dell’AI nella didattica;
  • 100 milioni di euro per la formazione relativa ai rischi e agli aspetti etici dell’Intelligenza Artificiale.

Le famiglie saranno coinvolte nei percorsi educativi per favorire una maggiore consapevolezza digitale.

Università, ricerca e supercalcolo: l’Italia punta sulla leadership tecnologica

La Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha illustrato le strategie per rafforzare il ruolo dell’Italia nel settore dell’AI.

Tra gli obiettivi:

  • sviluppo di nuovi percorsi universitari dedicati all’intelligenza artificiale;
  • formazione di ricercatori e professionisti specializzati;
  • rafforzamento delle infrastrutture di supercalcolo;
  • integrazione tra AI e tecnologie quantistiche.

Particolare attenzione è stata dedicata al supercomputer Leonardo del Tecnopolo di Bologna, che sta evolvendo verso una vera e propria AI Factory destinata a supportare ricerca, pubbliche amministrazioni e imprese.

Un miliardo di euro per il modello italiano di Intelligenza Artificiale

A chiudere il quadro è stato il Sottosegretario Alessio Butti, che ha sottolineato come il Governo stia lavorando alla costruzione di un vero e proprio modello italiano di Intelligenza Artificiale.

I pilastri individuati sono:

  • tutela dei diritti fondamentali;
  • sovranità tecnologica;
  • sicurezza nazionale.

Per sostenere questa strategia sono stati stanziati oltre un miliardo di euro, ai quali si aggiungono ulteriori investimenti dei singoli ministeri.

L’approccio del Governo: l’uomo resta al centro

Il messaggio emerso dalla conferenza stampa è stato chiaro: l’Intelligenza Artificiale deve essere uno strumento al servizio delle persone e non un soggetto autonomo in grado di sostituirsi alle decisioni umane.

Secondo l’impostazione adottata dal Governo, ogni sistema di AI dovrà operare nel rispetto dei principi di responsabilità, trasparenza e controllo umano, mantenendo sempre la centralità della persona nei processi decisionali.

Con questi decreti attuativi, l’Italia si candida a diventare uno dei Paesi europei più avanzati nella regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale, cercando di coniugare innovazione tecnologica, tutela dei diritti e sviluppo economico.

Video integrale - Conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri n.177


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