Judo: 161 anni dalla nascita del fondatore Kanō Jigorō
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Judo: 161 anni dalla nascita del fondatore Kanō Jigorō

giovedì 28 ottobre, 2021

Stamattina il doodle di Google ci ricorda una figura molto importante per quanto riguarda le arti marziali e le discipline orientali.

Kanō Jigorō, fondatore della disciplina del judo, nascea Mikage, un piccolo villaggio di mare vicino Kōbe, in Giappone, ben 161 anni fa. Cresce in pieno periodo feudale, periodo in cui in Giappone dilagava una vera e propria dittatura, il cui fondamento principale era quello di eliminare le vecchie tradizioni. Questo processo portò anche al quasi abbandono delle arti marziali. Sebbene queste fossero le condizioni di vita in Giappone, Jigorō decide di apprendere ugualmente la disciplina del jujitsu. Si tratta di un'arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici di un detto giapponese: "Il morbido vince il duro".

Jigorō esprime al padre di voler cercare un dojo (scuola di arti marziali), ma il padre ne è profondamente contrario. Riuscirà ad allenarsi davvero una volta arrivato a Tokyo per frequentare l’università. Passa di maestro in maestro, diventando sempre più bravo e dedito a questa disciplina.

Nel 1882, a soli 22 anni, riesce a fondare il suo primo dojo, dalle quali nascerà, dalle ceneri del jujitsu, la disciplina del judo. Questa disciplina si presenta meno violenta rispetto al jujitsu, facendo prevalere altri aspetti come il rispetto verso l’avversario, l’eleganza e l’efficacia dei movimenti.

Kanō Jigorō riuscirà, con la sua tenacia e la sua grande passione, a rendere il judo una disciplina conosciuta in tutto il mondo. Ne 1964, il judo verrà riconosciuto come disciplina olimpica e Jigorō sarà il primo uomo asiatico a diventare membro del Comitato Olimpico Internazionale nel 1999.

La disciplina del judo si basa su due principali esercizi. I kata che indicano l’insieme delle tecniche e dei movimenti che devono essere eseguiti in maniera elegante e molto precisa, ma non costituiscono la parte del vero e proprio combattimento; e il randori, la tecnica per “atterrare” l’avversario in modo molto leggero e “pulito”.

Il rapporto tra i due avversari, che penderono rispettivamente e a turno i nomi di tori (chi prova le tecniche) e uke (chi subisce), si basa su un profondo rispetto e una grande collaborazione. Il judo, infatti, non è solo una disciplina fisica, ma diventa un vero e proprio stile di vita. Si tratta di un ben preciso sistema educativo e pedagogico che punta al benessere degli individui. Il judo, infatti, non si basa sulla violenza, ma trasmette pace e armonia: è questo il principio che dovrebbe accompagnare ogni vero judoka.

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