Bovalino: inaugurata la “Casa della Legalità” Un bene confiscato alla criminalità diventato simbolo di speranza.
Una nuova rinascita per Bovalino e la Locride nel nome della legalità e della memoria.
La città di Bovalino ha vissuto oggi una giornata destinata a lasciare un segno profondo nella storia del suo territorio. L’inaugurazione della “Casa della Legalità”, bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività, rappresenta oggi uno dei simboli più forti della lotta alla mafia e del rilancio sociale, non solo di Bovalino, ma di tutta la Locride.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Bovalino guidato dal sindaco Vincenzo Maesano, e moderata dall’assessore al Bilancio ed al Patrimonio comunale, Maddalena Dattilo, ha registrato la partecipazione autorevole del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro con delega ai Beni confiscati, e del Vicario della Prefettura di Reggio Calabria, il dottor Gaetano Tufariello, delle forze dell’ordine, dei sindaci del comprensorio e della famiglia di Alfredo Battaglia cui sarà intitolata l’infrastruttura al termine del normale iter burocratico.
La Casa della Legalità: da simbolo della ’ndrangheta a presidio sociale.
L’immobile, confiscato alla criminalità organizzata, dopo anni di abbandono e degrado cui è seguita anche una quasi totale devastazione a causa di un incendio doloso di elevate proporzioni, è stato completamente recuperato grazie a un finanziamento del programma POC Legalità e Sicurezza, con un investimento di circa un milione di euro.
Oggi quello stesso edificio rinasce come spazio dedicato ai giovani, all’inclusione sociale e al recupero delle fragilità. La struttura ospiterà infatti attività rivolte ai ragazzi (laboratori di studio, cucina, fotografia ecc..) usciti dai circuiti penali o esposti a situazioni di marginalità sociale.
Il sindaco Vincenzo Maesano ha definito l’opera “una restituzione concreta alla comunità, sottolineando come il recupero dei beni confiscati rappresenti non solo un atto simbolico, ma soprattutto una scelta culturale e civile che va a beneficio dell’intera comunità, soprattutto delle future generazioni che dovranno farne buon uso per conserarne i valori. Trasformare un simbolo di criminalità in un simbolo di speranza significa dimostrare che lo Stato è presente e che la legalità può e deve diventare il nostro futuro”
Il ricordo di Falcone e delle vittime di mafia.
La giornata si è svolta in un momento particolarmente significativo, nel ricordo della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Durante gli interventi è stato più volte ribadito come la lotta alla mafia non possa limitarsi alla repressione giudiziaria, ma debba passare anche attraverso la cultura, l’educazione e il recupero sociale dei territori.
Il sottosegretario agli Interni, con delega ai Beni confiscati, Wanda Ferro, ha evidenziato il valore nazionale dell’iniziativa: “La Casa della Legalità rappresenta la risposta concreta dello Stato: togliere ricchezza alle organizzazioni criminali e restituirla ai cittadini onesti è di vitale importanza e rafforza ancor più la presenza dello Stato sul territorio, soprattutto in questo lembo di terra che da decenni è particolarmente colpito e soggetto alle attività criminali”
L’intitolazione ad Alfredo Battaglia: memoria e coraggio.
Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stata l’intitolazione della struttura ad Alfredo Battaglia, giovane bovalinese sequestrato a soli 13 anni nel 1979, in uno dei casi che segnarono profondamente la comunità bovalinese e che diedero vita alla stagione dei sequestri. Alfredo è poi deceduto, ancora in giovane età, a soli 50 anni, a causa di una grave malattia. La famiglia Battaglia, oggi, ha condiviso una testimonianza intensa e commovente, ripercorrendo i lunghi mesi del sequestro e il dolore vissuto dall’intera comunità bovalinese. Il figlio di Alfredo Battaglia ha ricordato il valore umano del padre, descrivendolo come “un uomo di valore, capace di trasformare la sofferenza in insegnamento”. L’obiettivo dell’intitolazione è mantenere viva la memoria storica e trasmettere alle nuove generazioni un messaggio chiaro: la legalità si costruisce attraverso il coraggio, la dignità e la partecipazione collettiva di tutti.
Wanda Ferro: “La Calabria sta reagendo”.
Nel suo intervento, il sottosegretario Wanda Ferro ha sottolineato il cambiamento culturale in atto in Calabria e il ruolo fondamentale delle istituzioni locali nel contrasto alla criminalità organizzata.
La rappresentante del Governo ha ricordato i numeri dei beni confiscati nella regione:
- oltre 3.800 beni confiscati destinati in Calabria;
- più di 2.700 immobili nella sola provincia di Reggio Calabria;
- centinaia di aziende sottratte alle organizzazioni criminali.
Numeri che, secondo Ferro, raccontano “una Calabria che reagisce e che vuole costruire una nuova identità fondata sulla legalità”
La Casa della Cultura: il secondo progetto di rigenerazione urbana.
L’amministrazione comunale ha poi annunciato che domani, 24 maggio 2026, con inizio alle ore 18.30, si procederà all’inaugurazione della “Casa della Cultura”, altro importante progetto di recupero urbano che pone un altro tassello importante nel puzzle di cambiamento che si sta cercando di comporre. Anche in questo caso si tratta di un immobile restituito alla collettività dopo anni di abbandono e di traversie burocratiche e giudiziarie. Si tratta di un immobile che ospiterà il “Sistema bibliotecario territoriale jonico” e la “Biblioteca comunale”. Al suo interno si svolgeranno anche nuove attività sociali e culturali dedicate ai cittadini. Per il Comune di Bovalino, questi interventi rappresentano un modello concreto di rigenerazione sociale e urbana capace di trasformare luoghi segnati dal degrado in spazi di crescita civile.
Un messaggio forte per i giovani e per il territorio.
Prima della conclusione c’è stato l’intervento tanto atteso dell’attore Giorgio Pasotti, sempre molto sensibile alle problematiche legate alla legalità ed al contrasto alla criminalità.
L’intera manifestazione ha lanciato un messaggio preciso alle nuove generazioni: la legalità non è soltanto un principio astratto, ma una responsabilità quotidiana che coinvolge istituzioni, scuola, associazioni e cittadini. La presenza di studenti, amministratori, rappresentanti delle forze dell’ordine e del mondo culturale ha rafforzato il senso di comunità attorno a un progetto destinato a diventare punto di riferimento per tutta la Locride.
Bovalino sceglie così di guardare al futuro partendo dalla memoria, dalla partecipazione e dal recupero dei beni confiscati, trasformando una ferita del passato in una concreta opportunità di rinascita sociale.
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