Amministrative 2026 in Calabria, poche donne candidate a sindaco: la politica locale resta soprattutto maschile
Amministrative 2026 in Calabria, poche donne candidate a sindaco: Crotone e Reggio Calabria confermano il divario di genere
Nei Comuni calabresi al voto resta forte la prevalenza maschile. Nei capoluoghi Crotone e Reggio Calabria sfide senza candidate donne alla carica di sindaco
Le elezioni amministrative 2026 in Calabria riportano al centro del dibattito un tema decisivo per la qualità della democrazia locale: la scarsa presenza di donne candidate a sindaco. In una regione dove la partecipazione femminile alla vita politica continua a essere limitata, i numeri mostrano un quadro ancora fortemente sbilanciato.
Secondo l’elaborazione del Centro Studi Enti Locali, basata sulle candidature depositate nei Comuni al voto nelle Regioni a statuto ordinario, in Calabria il 77% dei Comuni chiamati alle urne presenta esclusivamente uomini candidati alla carica di sindaco. Il dato diventa ancora più evidente in alcune province: nel territorio di Reggio Calabria si arriva all’86%, mentre nel Catanzarese la percentuale raggiunge l’88%, tra le più alte d’Italia.
Calabria amministrative 2026, la politica locale resta soprattutto maschile
Il tema della rappresentanza femminile nelle amministrative 2026 non riguarda soltanto il numero delle candidate. Riguarda la possibilità concreta per le comunità di scegliere tra visioni diverse, percorsi amministrativi differenti e sensibilità capaci di rappresentare in modo più completo cittadini e territori.
La presenza limitata di candidate donne alla carica di sindaco conferma una difficoltà strutturale: nei piccoli, medi e grandi Comuni calabresi, la costruzione delle liste e delle coalizioni continua spesso a privilegiare figure maschili. Anche nelle liste dei consiglieri comunali, soprattutto nei centri sotto i 5mila abitanti, restano forti criticità nel raggiungimento degli equilibri previsti dalle quote rosa.
Amministrative Reggio Calabria 2026, quattro candidati uomini per la guida della città
Nel quadro regionale assume particolare importanza il caso della Città di Reggio Calabria, uno dei principali capoluoghi chiamati al voto nelle amministrative 2026. Le urne saranno aperte domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. In caso di mancato raggiungimento della maggioranza al primo turno, è previsto il ballottaggio il 7 e 8 giugno. Chi sarà eletto sindaco di Reggio Calabria assumerà anche la carica di sindaco della Città Metropolitana.
A contendersi la guida della città sono quattro candidati: Domenico Battaglia, candidato del centrosinistra; Francesco Cannizzaro, candidato del centrodestra; Eduardo Lamberti Castronuovo, candidato civico; e Saverio Pazzano, candidato civico.
Anche a Reggio Calabria, dunque, la competizione per la fascia tricolore è interamente maschile. Questo dato pesa ancora di più perché riguarda non un piccolo Comune, ma una città capoluogo e metropolitana, con un ruolo politico, amministrativo e simbolico centrale per tutta la Calabria.
Nel ragionamento sul divario di genere nella politica locale, Reggio Calabria diventa quindi uno dei casi più significativi: quattro candidati uomini, nessuna donna candidata sindaco e una sfida che conferma quanto sia ancora difficile vedere figure femminili nei ruoli di vertice delle amministrazioni locali.
Amministrative Crotone 2026, sfida tra quattro candidati uomini
Anche il Comune di Crotone, capoluogo di provincia e tra i centri più importanti chiamati al voto, conferma la stessa tendenza. Qui la competizione per la carica di sindaco vede in campo quattro candidati: Vincenzo Voce, sindaco uscente, Giuseppe Trocino, Fabrizio Meo e Vito Barresi.
La sfida crotonese assume quindi un valore politico significativo anche nel ragionamento sul divario di genere nelle amministrative calabresi. In una città capoluogo, con un peso amministrativo rilevante, la corsa alla fascia tricolore è composta esclusivamente da uomini.
A Crotone, dunque, l’assenza di una donna candidata a sindaco diventa un elemento da evidenziare: non solo per leggere gli equilibri politici locali, ma anche per comprendere quanto sia ancora lungo il percorso verso una rappresentanza davvero equilibrata.
Le donne candidate a sindaco nei Comuni calabresi
Nonostante il quadro generale resti fortemente segnato da una prevalenza maschile, in diversi Comuni calabresi sono presenti donne candidate alla carica di sindaco. La loro partecipazione assume un valore ancora più importante proprio perché avviene in un contesto regionale in cui la presenza femminile resta minoritaria.
Nel Comune di San Vito sullo Ionio, in provincia di Catanzaro, la sfida vede in campo Francesca Savari contro Antonio Tino.
In provincia di Cosenza, a Buonvicino, è candidata Angelina Barbiero, insieme a Salvatore Francesco Amoroso e Giuseppe Ciriaco Sionne. A Castrolibero è presente la candidatura di Nicoletta Perrotti, accanto a Pasquale Villella e Francesco “Ciccio” Serra. A Castrovillari, tra i candidati, figura Anna De Gaio, insieme a Ernesto Bello, Luca Donadio ed Eugenio Salerno.
Sempre nel Cosentino, a Mandatoriccio corre Teresa Maria Villella, sfidando Cataldo Iozzi. A Paterno Calabro è candidata Lucia Papaianni, insieme a Santocarmine Beltrano. A San Pietro in Guarano figura Tiziana Agosto, in una competizione che comprende anche Francesco Acri e Mario Principe. A Villapiana, invece, è candidata Maria Annunziata “Mariolina” De Marco, insieme a Paolo Montalti.
Nel Crotonese, a Cirò Marina, è in corsa Mariagrazia Panebianco, insieme a Giuseppe Dell’Aquila e Nicodemo Parrilla. A Cutro, tra i candidati alla carica di sindaco, figura Giuseppina “Pina” Bruni, insieme a Gennaro Lerose, Salvatore Frontera, Antonio Ceraso e Domenico Voce. Qui la presenza di Pina Bruni rappresenta una delle poche candidature femminili nel territorio crotonese.
In provincia di Reggio Calabria, oltre al caso della città capoluogo dove la sfida è tutta maschile, si registrano alcune candidature femminili in altri Comuni. A Cinquefrondi è candidata Maria Lucia Alì, contro Michele Conia. A Montebello Jonico la candidata donna è Maria “Tina” Foti, insieme a Leonardo Suraci. A Pazzano è presente Maria Antonietta Coniglio, accanto ad Antonio Gerecitano e Bruno Chiodo.
Nel Vibonese, a Briatico, figura Giuseppina “Giusy” Staropoli, indicata anche come Giusy Staropoli Calafati, insieme a Costantino Massara, Lidio Vallone e Francesco Arena. A Vallelonga è candidata Maria Grazia Mazzotta, insieme ad Abdon Servello, riportato in alcune fonti anche come Egidio Servello o Abdon Egidio Servello. A Zaccanopoli, infine, la sfida è tra Maria Budriesi e Francesco Grillo.
Donne candidate sindaco in Calabria, una presenza ancora troppo debole
La presenza di queste candidate dimostra che in Calabria esistono donne pronte ad assumersi responsabilità amministrative e politiche. Tuttavia, il dato complessivo resta evidente: le candidate sindaco donne in Calabria sono ancora poche rispetto al numero dei Comuni chiamati al voto.
I casi di Reggio Calabria e Crotone, entrambi capoluoghi con competizioni composte esclusivamente da candidati uomini, rafforzano questa riflessione. La questione non riguarda soltanto i piccoli centri, ma anche città importanti, dove le scelte politiche hanno un impatto più ampio sull’intero territorio.
Le amministrative 2026 in Calabria diventano quindi anche un banco di prova culturale. Una politica davvero rappresentativa non può limitarsi alla presenza formale delle donne nelle liste, ma deve creare le condizioni affinché le competenze femminili possano arrivare anche ai ruoli di vertice.
Perché una comunità cresce davvero quando tutte le sue energie migliori, uomini e donne, possono partecipare da protagoniste alla costruzione del bene comune.
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