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Tecnologia: cosa aspettarci nel 2021?

Lazio > Roma

Il 2021 si prospetta molto importante dal punto di vista dello sviluppo tecnologico. Sono tanti, infatti, i trend in arrivo che riguardano il mondo della tecnologia. Una delle novità più attese è Diem, la criptovaluta di Facebook. Si tratta di una criptovaluta che promette di rivoluzionare l’universo dei pagamenti e delle transazioni finanziarie. In un primo momento il lancio era stato previsto entro giugno 2020, ma l’anno della pandemia ha probabilmente influito sulla tempistica. Non solo: dovrebbe essere una stablecoin. Inoltre ha cambiato nome: la struttura che gestisce il progetto, la Libra Association, sarà ora conosciuta come Diem Association e la valuta si chiamerà Diem Dollar. L’evoluzione è avvenuta dopo che Facebook ha dovuto affrontare l’opposizione al suo progetto da parte di governi ed enti regolatori.

L’obiettivo dichiarato è fornire accesso al sistema finanziario ai circa 1,7 miliardi di adulti “unbanked” presenti oggi nel mondo, cioè tutti quelli che sono sprovvisti di un conto corrente bancario o analoghi servizi. Zuckerberg promette che, dall’inizio, il costo del servizio sarà basso o nullo. In seguito conta di offrire molteplici servizi: pagare le bollette con un clic, pagare il caffè attraverso la scannerizzazione di un codice o un mezzo pubblico senza contanti né carte.

Lo sviluppo dell’edge computing

Nel 2021 vedremo uno sviluppo importante dell’edge computing. Si tratta di una tecnologia che sarà utile per facilitare l’elaborazione dei dati nella o vicino alla fonte della generazione di dati”. Possiamo dire che in passato (e ancora oggi) il Cloud Computing ha portato allo sviluppo di grandi strutture Data Center “centralizzate”, distanti centinaia di chilometri dall’utente. L’Edge Computing si presenta con un modello architetturale opposto: un’infrastruttura IT decentrata e distribuita, formata da centri di elaborazione dati minori, i cosiddetti micro data center, posti in prossimità dell’utente e deputati all’erogazione dei servizi internet a distanze nettamente inferiori. Se con il Cloud Computing la fornitura delle soluzioni IT avveniva attraverso un’infrastruttura centralizzata molto distante dall’utente, con l’Edge Computing le distanze si accorciano in modo significativo e la potenza di elaborazione è posta nelle vicinanze di chi richiede il servizio.

IoB, Internet of Behavior

Nel nuovo anno saranno molti i settori che utilizzeranno l’IoB, l’Internet of Behavior. Le tecnologie che utilizzano il riconoscimento facciale, il rilevamento della posizione e i big data e collegano i dati risultanti agli eventi comportamentali associati, come gli acquisti in contanti o l’utilizzo del dispositivo, sono in crescita. Le organizzazioni utilizzano questi dati per influenzare il comportamento umano, una tendenza che Gartner chiama Internet of behavior (IoB). Ad esempio, per monitorare la conformità ai protocolli sanitari durante la pandemia in corso, le organizzazioni potrebbero sfruttare l’IoB tramite la visione artificiale per vedere se i dipendenti indossano maschere o tramite la termografia per identificare quelli con la febbre.

Il cloud distribuito

Il cloud distribuito è la fornitura di servizi di cloud pubblico in diverse posizioni fisiche, mentre il funzionamento, la governance e l’evoluzione dei servizi rimangono di responsabilità del fornitore di cloud pubblico. Il cloud distribuito fornisce un ambiente agile per scenari organizzativi con bassa latenza, esigenze di riduzione dei costi dei dati e requisiti di residenza dei dati.

Risponde inoltre alla necessità per i clienti di disporre di risorse di cloud computing più vicine alla posizione fisica in cui si svolgono le attività aziendali. Entro il 2025, la maggior parte delle piattaforme di servizi cloud fornirà almeno alcuni servizi cloud distribuiti da eseguire al momento del bisogno. Il cloud distribuito può sostituire il cloud privato e fornisce edge cloud e altri nuovi casi d’uso. Rappresenta il futuro del cloud computing.

L’Intelligenza artificiale

Non si può sottovalutare l’importanza dell’intelligenza artificiale che in questo nuovo anno troverà nuovi sbocchi, come già capita nei casino online. Tra le varie applicazioni dell’intelligenza artificiale, una di quella che cresce maggiormente è legata ai ChatBot che stanno diventando molto popolari in diversi processi aziendali e applicazioni utente: dall’app di messaggistica alle piattaforme social fino ai siti web di prodotti o servizi.

Introducendo i ChatBot nei processi, le aziende liberano il personale dall’incombenza di rispondere a domande frequenti, ripetitive e di facile risoluzione. I consumatori si aspettano di trovare informazioni e poter contattare il customer care in modo rapido, diretto ed efficiente. La mancata risposta o assenza di rapida risoluzione rende il cliente frustrato e questo potrebbe fargli cambiare idea e portarlo dal tuo competitor. Per questo l’utilizzo dei ChatBot è in netto aumento: grazie alla loro tecnologia sono in grado di fornire assistenza in tempo reale, 24//7.