Pillola dei 5 giorni dopo: polemiche e scetticismo
Cronaca Lazio

Pillola dei 5 giorni dopo: polemiche e scetticismo

venerdì 17 giugno, 2011

ROMA, 17 GIUGNO – Le scontate polemiche relative all’approvazione della pillola dei 5 giorni dopo sono arrivate puntuali come orologi svizzeri. Dopo che il Consiglio Superiore della Sanità ha dato il suo parere favorevole a questo metodo di contraccezione già presente in Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e altri 17 Paesi europei, ecco che il tipico bigottismo italiano torna a farsi sentire.[MORE]
 

EllaOne, nome di questa pillola, è un prodotto a base di progestinico in grado di bloccare l’ovulazione fino a 120 ore dopo il rapporto a rischio. In Italia c’è voluto oltre un anno per confermare ciò che l’autorità farmacologica europea (Emea) aveva già certificato agli inizi del 2009, ossia che questo farmaco non è un abortivo ma un contraccettivo. Il ministro della salute Ferruccio Fazio aveva chiesto al Consiglio Superiore della Sanità di verificare la compatibilità della pillola con l’attuale legge italiana sull’aborto e il Css si era espresso positivamente: “il farmaco è perfettamente compatibile con la legge 194”, precisando che tale pillola rappresenta solo un contraccettivo d’emergenza. La pillola, infatti, ha effetto prima che si verifichi l’annidamento dell’embrione nell’utero e solo quando questo avviene si potrebbe eventualmente, secondo la legge, parlare di aborto. Non sarà quindi posta nessuna limitazione per l’uso di questo farmaco che dovrebbe essere venduto in farmacia dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
 

“È un aborto a tutti gli effetti, un aborto di raffinata malizia: una pillola del giorno dopo cinque volte”, commenta il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita, aggiungendo: “per quanto so questa pillola intercetta il processo di impianto già iniziato e quindi un essere vivente, perché la vita inizia con la fecondazione. Mi auguro che questa delibera sia responsabilmente respinta dal governo”. L’argomento aborto non è dei più semplici né tantomeno è possibile stabilire una legge valida per tutti.
 

Senza voler scomodare Aristotele ed i suoi concetti di Potenza e Atto, decidere il momento esatto dal quale si possa parlare di aborto o il momento esatto nel quale un agglomerato di cellule diventa feto è alquanto personale, soggettivo e preclude considerazioni di tipo morale, scientifico e filosofico non valide universalmente. Di certo non bisogna dimenticare i grandi traguardi raggiunti da un Paese che vuole essere considerato democratico: libertà di scelta, laicità dello Stato, autonomia della donna. Il fatto che la Chiesa esprima il suo parere è normale e giusto. Libera Chiesa in libero Stato. Bene, ma lo Stato italiano è laico e, pertanto, non può basarsi su antichi pregiudizi e su una morale parziale e, per principio, non universale. Ciò che invece è universale è il diritto alla libertà e all’autonomia della donna nel gestire la propria vita ed il proprio corpo.
 

Filomena Maria Fittipaldi


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