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Nazionale di calcio: Roberto Mancini è a metà dell’opera

Lazio > Roma

Da quando il CT jesino siede sulla panchina della nazionale le cose per i colori azzurri sono radicalmente cambiate. Il 2018 rappresenta esattamente lo spartiacque fra il periodo più buio della storia dell’Italia calcistica maschile, e allo stesso tempo la rinascita che ha portato invece a uno dei periodi più prolifici. Mancini con il suo staff sono a metà del lavoro, e fin qui quanto prodotto è stato eccellente, ma ora da giugno a ottobre si fa sul serio con Euro 2020 e Nations League.

Marzo: conferme di tutti i pregi del progetto azzurro

L’Italia di calcio maschile è sempre più costante e vincente. Lo confermano gli esperti di calcio, gli opinionisti, i numeri e persino le quote delle scommesse sul sito https://www.planetwin365.it/. Gli ultimi tre impegni in ordine cronologico della nazionale italiana hanno comprovato la bontà del progetto azzurro: possesso palla, tante azioni da goal, e vittorie, tre contro Lituania, Bulgaria e Irlanda del Nord. Soprattutto vittorie: da quando Mancini siede sulla panchina dell’Italia per ben 21 le vittorie portate a casa con sette pareggi e sole due sconfitte e si allungano a 25 i risultati utili consecutivi record che condivide con Marcello Lippi. Le tre date per le qualificazioni ai mondiali del Qatar, a questo link il calendario dei gironi https://it.uefa.com/european-qualifiers/, hanno definitivamente promosso la bontà del progetto tecnico e umano di Mancini e FIGC, ma allo stesso tempo si sono anche confermate alcune lacune.

Alcuni dubbi a pochi giorni dall’avventura di Euro 2020 e Nations League

Un problema che la nazionale ha riscontrato in più occasioni è il calo di concentrazione nell’ultima mezz’ora di partita quando il risultato è già quasi “acquisito”, e ha dovuto pensarci Donnarumma più di una volta a limitare i danni. L’altro elemento di “preoccupazione” è più che altro un dubbio che attanaglia molti addetti ai lavori e si traduce in una domanda: chi è il centravanti titolare della nazionale? Per Mancini invece questi dubbi non sembrerebbero avere fondamenta poiché, per il tecnico ex Inter e City, Immobile e Belotti lottano ogni singolo giorno per una maglia da titolare. Molto probabilmente questa di Mancini è una strategia per tenere sempre i due sotto tensione, ma al contempo potrebbe provocare una perdita di sicurezza per un ruolo che è fondamentale soprattutto in una competizione come il prossimo europeo. L’ultimo e grande punto interrogativo che incombe sul prossimo futuro azzurro è la forma dei giocatori chiave. Aspettando il definitivo recupero di Zaniolo, impegnato nella riabilitazione in questo video https://www.forzaroma.info/, desta qualche perplessità la forma fisica di calciatori-bandiera del calibro di Bonucci, Chiellini e Jorginho, tre uomini che compongono l’ossatura mentale e tecnica dell’Italia insieme a Donnarumma e Insigne.

Le note positive a riguardo per lo staff azzurro vengono dal fatto che i possibili undici titolari all’esordio contro la Turchia all’Olimpico l’11 giugno sono tutti o quasi fuori dalle competizioni europee, anche se la lotta in campionato sia al vertice che per i piani alti è più che mai agguerrita e spettacolare. Per completare l'opera, già a ottimo punto per morale e blasone ritrovati, questo gruppo azzurro e il proprio allenatore meriterebbero una vittoria, se non due considerando semifinali e finali di Nations League di ottobre.