Mezzogiorno: al via 19 programmi per sviluppo
Cronaca Lazio Roma

Mezzogiorno: al via 19 programmi per sviluppo

giovedì 8 ottobre, 2020

Mezzogiorno: al via 19 programmi per sviluppo. Fondazione con il Sud vara progetti di volontariato in 7 regioni.
ROMA, 08 OTT - Sono 19 i programmi di sviluppo economico varati dalla Fondazione Con il Sud per riqualificare e rilanciare alcune aree interne in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata.

Lo rende noto la stessa Fondazione. Le iniziative, sostenute con oltre 3,3 milioni di euro, permetteranno l'avvio di nuove attività e il rafforzamento di quelle già esistenti soprattutto in territori lontani da servizi essenziali. Coinvolti nel progetto oltre 100 comuni e 200 organizzazioni di volontariato che faranno leva sull' attività di oltre 2.600 "nuovi volontari". Tra loro molteplici i ruoli attivi per finalizzare le varie iniziative: c'è chi avvierà percorsi di formazione per giovani che lavoreranno come organizzatori di eventi e chi realizzerà in un bene confiscato un centro di servizi socio-educativi e assistenziali per giovani, neet (ragazzi tra 15 e i 29 anni non occupati né inseriti in percorsi di istruzione o formazione), e anziani.

Altri offriranno a persone sottoposte a misure alternative al carcere la possibilità di frequentare laboratori professionalizzanti, altri ancora si occuperanno dei beni comuni riqualificando piazze o realizzando parchi giochi con materiali di riciclo, itinerari e proposte turistiche dedicate anche ai disabili. Non solo, vi sarà anche chi offrira' servizi come un taxi sociale per chi non è autosufficiente ma deve spostarsi per svolgere le attività quotidiane, o si occuperà di distribuire beni di prima necessità.

Peraltro queste sono solo alcune delle 19 iniziative che saranno finanziate dalla Fondazione attraverso un Bando per il volontariato, promosso con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle "reti locali" di volontari per contrastare fenomeni di esclusione sociale nelle aree interne del Sud Italia, o nei comuni che, a causa della distanza dai servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità), hanno subìto un graduale processo di isolamento, riduzione demografica e calo dell'occupazione. Come detto, i progetti, che saranno finanziati complessivamente con oltre 3,3 milioni di euro (una media di 175 mila euro a iniziativa), coinvolgeranno 107 comuni delle aree interne delle regioni del Mezzogiorno: 7 iniziative saranno avviate in Sicilia (nelle province di Catania, Trapani, Messina, Caltanissetta, Agrigento, Palermo), 4 in Calabria (Reggio, Catanzaro e Crotone), 3 in Puglia (Taranto, Bari e Lecce), 3 in Campania (Avellino e Salerno), una in Basilicata (Potenza) e una in Sardegna (provincia del Sud Sardegna).

Le iniziative coinvolgono nelle partnership oltre 200 organizzazioni tra associazioni, fondazioni, università, scuole, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, società profit ed enti pubblici, e prevedono di "attivare" i 2.600 nuovi volontari rivolgendosi a ben 25.000 persone, soprattutto minori, ma anche anziani, disabili, immigrati, detenuti, e giovani neet . E' di circa il 50% - informa la nota - il numero dei comuni italiani definito 'area interna' (4.185 comuni su un totale di 8.092). Questa percentuale raggiunge il 70% nel Mezzogiorno (1.472 comuni su 2.116), con la Basilicata al primo posto (96%), seguita da Sardegna (84,4%), Calabria (79%) e Sicilia (74%). Tassi più bassi, e più in linea con la media nazionale, si registrano in Puglia (54%) e Campania (49%).

"Grazie all'impegno costante del volontariato - afferma Carlo Borromeo, presidente della Fondazione - tanti borghi del nostro Sud che rischiano di spopolarsi e scomparire possono avere a disposizione nuovi servizi essenziali, o vedere rafforzati quelli esistenti. Sono realtà spesso molto piccole, dove sempre di più i giovani ma anche gli anziani non hanno a disposizione i servizi basilari per potersi istruire, potersi spostare, poter crescere, potersi curare o semplicemente poter "vivere" la propria comunità.

La scuola, i mezzi di trasporto, i servizi sanitari, la possibilità di usufruire dei beni comuni sono diritti: è indispensabile superare il meccanismo distorto per cui si trasformano in privilegio di pochi".


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