ISIS, pilota giordano bruciato vivo in gabbia. Rabbia di Amman: giustizieremo Sajida
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ISIS, pilota giordano bruciato vivo in gabbia. Rabbia di Amman: giustizieremo Sajida

martedì 3 febbraio, 2015

ANKARA(TURCHIA), 3 FEBBRAIO 2015 - Nuovo orrore firmato ISIS. Questa volta è toccato al pilota giordano  Muadh al-Kasasbeh, catturato il 24 dicembre dallo stato islamico in seguito all'abbattimento dell' F-16 su cui stava volando ed usato come pedina di scambio tra l'isis e il governo giordano.  [MORE]

La notizia è stata confermata  da testate internazionali.

Sulla rete si assiste ad immagini raccapriccianti: in un video il pilota è chiuso in una gabbia di ferro e cosparso di liquido infiammabile. Un terrorista appicca il fuoco dall'esterno giustiziando  Muadh al-Kasasbeh con atroce crudeltà. Il video integrale non è stato inizialmente rilasciato ma sulla pagina twitter della direttrice del site, Rita Katz, sono stati da subito mostrati quelli che appaiono dei fermo immagine di un video completo.

L'uccisione del pilota era stata annunciata dopo il fallimento dei negoziati in cui l'isis chiedeva la liberazione della terrorista sajida al rishawi, arrestata dalle autorità giordane in seguito ad un tentato attacco suicida nel 2005.

Lo sdegno del Paese arabo si è alzato a gran voce: "Il sangue del martire non sarà stato versato invano e la vendetta sarà proporzionale a questa catastrofe che ha colpito tutti i giordani", ha affermato il generale Mamduh al-Amiri, portavoce dell'esercito. Arabic Sky News cita fonti vicino al governo di Amman secondo cui 5 prigionieri, tra cui la terrorista  Sajida al-Rishawi, saranno giustiziati Giovedi prossimo. Al momento nessuna conferma da Amman.

Re Abdullah II di Giordania parlerà presto alla nazione in TV.

Nuove indiscrezioni dicono che il governo giordano era a conoscenza del fatto che il pilota fosse stato ucciso il 3 Gennaio. A confermare la tesi è l'atteggiamento di Amman che durante le trattative per lo scambio di prigionieri insisteva sull'ottenere prove che Muadh al-Kasasbeh fosse ancora vivo.
La nuova barbarie giunge a soli tre giorni dall'uccisione del secondo ostaggio giapponese Kenji Goto.

Il pilota aveva solo 26 anni e da sei era parte dell'esercito giordano, era sposato dallo scorso luglio.

 

Samy Dawud

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