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Mercedes, Wolff svela il problema ai motori dopo Spa: "Mancava potenza a tutte le power unit". Hamilton penalizzato, Leclerc guarda già all'Ungheria

Nicola Cundò
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Mercedes, Wolff svela il problema ai motori dopo Spa: "Mancava potenza a tutte le power unit". Hamilton penalizzato, Leclerc guarda già all'Ungheria
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Il team principal Mercedes spiega le difficoltà emerse al GP del Belgio, analizza il contatto tra Russell e Hamilton e rivendica la scelta di privilegiare prestazioni e sviluppo. Intanto i commissari FIA chiariscono le motivazioni della penalità inflitta al ferrarista e Charles Leclerc traccia le prospettive della Ferrari verso Budapest.

Mercedes lascia Spa tra luci e ombre

Il Gran Premio del Belgio 2026 ha consegnato alla Mercedes un fine settimana ricco di emozioni contrastanti. Da un lato è arrivata la prestigiosa vittoria di Andrea Kimi Antonelli, capace di consolidare la propria leadership nel Mondiale con una prestazione di altissimo livello. Dall'altro, il team di Brackley ha dovuto fare i conti con il ritiro di George Russell, coinvolto in un contatto con la Ferrari di Lewis Hamilton già nel corso del primo giro.

Dietro al ritiro del pilota britannico, però, si nasconde un problema tecnico ben più ampio, che secondo Toto Wolff ha interessato tutte le monoposto equipaggiate con la power unit Mercedes.

Toto Wolff: "Mancava potenza a tutte le power unit Mercedes"

Analizzando quanto accaduto a Spa-Francorchamps, il team principal della Mercedes ha spiegato che il problema principale non è stato soltanto l'incidente tra Russell e Hamilton.

Sul lunghissimo rettilineo del Kemmel, infatti, la Mercedes numero 63 ha evidenziato una marcata inferiorità in accelerazione, venendo superata con facilità dalle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Una situazione che ha costretto Russell a tentare una manovra all'esterno in curva 5, dove poi è arrivato il contatto decisivo.

Wolff ha chiarito che il problema derivava da una perdita di potenza comune a tutte le unità motrici Mercedes.

"Sul Kemmel stava finendo l'energia disponibile, ma a quel punto era già troppo tardi. Ha provato l'attacco all'esterno e quella avrebbe dovuto essere la sua curva. Poi abbiamo avuto un problema che ha interessato tutti i motori Mercedes: mancava potenza sul rettilineo e questo lo ha penalizzato moltissimo. La responsabilità è al 100% nostra."

La filosofia Mercedes: meglio una monoposto velocissima che una lenta ma affidabile

Nonostante gli inconvenienti tecnici, Wolff ha ribadito una filosofia che caratterizza da anni il lavoro della Mercedes.

Secondo il dirigente austriaco è preferibile sviluppare una vettura estremamente competitiva, anche a costo di affrontare qualche problema di affidabilità, piuttosto che costruire una monoposto affidabile ma incapace di lottare per le vittorie.

Il team principal ha inoltre sottolineato il lavoro svolto dagli uomini della sede motori di Brixworth e dagli ingegneri del team, evidenziando come gli errori possano verificarsi anche nelle organizzazioni più performanti.

"Quest'anno abbiamo realizzato un prodotto davvero molto forte e preferisco dover risolvere problemi di affidabilità piuttosto che cercare di rendere veloce un motore o una macchina lenti."

Russell-Hamilton, perché Lewis è stato penalizzato

L'episodio più discusso del Gran Premio resta comunque il contatto tra George Russell e Lewis Hamilton.

Dopo la gara, Russell ha definito l'accaduto un normale incidente di gara, spiegando che senza il problema di velocità sul rettilineo probabilmente quella situazione non si sarebbe mai verificata.

Il pilota Mercedes ha anche escluso qualsiasi intenzionalità da parte di Hamilton, riconoscendo che il ferrarista aveva maggiori responsabilità ma senza aver compiuto una manovra imprudente.

La decisione dei commissari FIA

La valutazione della FIA è stata però diversa rispetto a quella dei protagonisti.

Dopo aver analizzato immagini, telemetria e dinamica dell'incidente, i commissari hanno stabilito che Russell aveva conquistato il diritto allo spazio in curva, mentre Hamilton non è riuscito a mantenere una separazione sufficiente, entrando in contatto con la Mercedes a causa del sottosterzo accusato dalla Ferrari.

Per questo motivo al sette volte campione del mondo è stata inflitta una penalità di cinque secondi.

Perché soltanto cinque secondi e non dieci

Nel comunicato ufficiale, i commissari hanno spiegato anche perché la sanzione è stata inferiore rispetto ai dieci secondi normalmente previsti dalle linee guida FIA.

Sono infatti state riconosciute diverse circostanze attenuanti:

  • Hamilton aveva individuato la presenza della Mercedes di Russell.
  • Il ferrarista aveva cercato di lasciare spazio all'avversario.
  • Il contatto è stato causato principalmente dalla perdita di aderenza dell'avantreno e non da una manovra deliberatamente aggressiva.
  • L'incidente si è verificato durante il primo giro, fase nella quale le condizioni di aderenza e la presenza di numerose vetture rendono più frequenti situazioni di questo tipo.

Per questi motivi la FIA ha ritenuto proporzionata una penalità di 5 secondi, pur attribuendo a Hamilton la responsabilità della collisione.

Leclerc soddisfatto del podio: "Con Kimi ci ho creduto fino alla fine"

Il fine settimana belga ha regalato segnali incoraggianti anche alla Ferrari, protagonista con il secondo posto di Charles Leclerc.

Il pilota monegasco ha spiegato come la SF-26 abbia confermato alcuni limiti sui rettilinei, ma anche una competitività superiore alle aspettative sul passo gara, elemento che ha consentito alla Ferrari di restare in lotta per la vittoria fino agli ultimi giri.

Leclerc ha raccontato che il forte deployment all'uscita dell'Eau Rouge gli ha permesso di superare sia Russell sia Verstappen nelle prime fasi della corsa. Successivamente ha ammesso che l'ingresso della Virtual Safety Car ha favorito la strategia Ferrari, pur sottolineando come il ritmo gara fosse comunque molto competitivo.

L'anomalia con le gomme Hard e lo sguardo verso Budapest

Durante il secondo stint, Leclerc ha accusato alcune difficoltà all'anteriore con gli pneumatici Hard, un comportamento che la Ferrari analizzerà attentamente nei prossimi giorni.

Una volta superata quella fase, il monegasco è riuscito a tornare su un ritmo elevato, restando vicino ad Antonelli fino al traguardo e alimentando la speranza di poter contendere la vittoria al giovane italiano.

Ungheria nel mirino: Ferrari prudente

Guardando al prossimo appuntamento del Mondiale, il Gran Premio d'Ungheria, Leclerc ritiene che le caratteristiche dell'Hungaroring possano adattarsi meglio alla SF-26 rispetto a quelle di Spa.

Nonostante questo, il pilota della Ferrari invita alla prudenza, ricordando come anche la Mercedes abbia dimostrato grande competitività sui circuiti più tecnici e rifiutando il ruolo di favorita.

Secondo Leclerc, la Ferrari dovrà continuare a lavorare per farsi trovare pronta qualora si presentasse una nuova occasione per conquistare la vittoria.


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Scritto da Nicola Cundò

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