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Dl Semplificazioni: Upi, Province pronte ad aprire cantieri

Lazio > Roma

Dl Semplificazioni: Upi, Province pronte ad aprire cantieri. Poma, 'Ma servono norme strategiche per Recovery Fund'
ROMA, 28 LUG - "Le norme di semplificazione degli appalti pubblici insieme alle risorse del recovery Fund devono essere per il Paese l'occasione per rilanciare gli investimenti a partire dai territori. Le Province si candidano ad essere protagoniste del rilancio con un Piano delle Opere pubbliche di modernizzazione e messa in sicurezza dei 130 mila chilometri di rete viaria provinciale e dei 7.400 edifici delle scuole secondarie superiori che deve essere finanziato con parte del Recovery Fund".

Lo ha detto il responsabile infrastrutture dell'Upi, Vittorio Poma, presidente della Provincia di Pavia, intervenendo in audizione al Senato sul decreto Semplificazioni. Sulla norma, ha aggiunto, "come UPI esprimiamo un parere positivo, chiedendo però al Senato di introdurre alcune modifiche che riteniamo essenziali. A partire dalla durata delle norme di deroga e semplificazione, che viene definita per soli 12 mesi: un orizzonte troppo ristretto, soprattutto alla luce delle nuove risorse garantite dal Recovery fund, per cui serve arrivare almeno al 31 dicembre 2022.

Occorre poi intervenire - ha sottolineato ancora l'esponente delle Province - sulla mancata qualificazione e valorizzazione delle Stazioni Uniche appaltanti provinciali e metropolitane e rafforzare le strutture e del personale delle Province e delle Città metropolitane per consolidare questi enti nel ruolo di istituzioni della progettazione, programmazione e realizzazione degli investimenti, anche a supporto delle altre istituzioni nazionali e locali".

Secondo Poma "c'è poi la necessità di estendere anche alle piccole opere, quelle sotto soglia, la possibilità di accedere al fondo per le maggiori spese causate dall'emergenza Covid, considerato che le norme per la sicurezza dei cantieri hanno portato all'aumento della spesa per ogni opera, che possiamo indicativamente individuare in un range tra il 20% e il 30% in più. Queste spese devono essere coperte, o riducono il totale già scarso a disposizione degli enti per gli investimenti".

"Voglio sottolineare - ha concluso il rappresentante Upi - che secondo quanto risulta dalla Banca Dati Siope del Ministero dell'Economia, nel raffronto tra il primo semestre del 2019 e il primo semestre del 2020 mentre la spesa corrente delle Province è scesa del - 29%, la spesa in conto capitale è cresciuta del +14%. Vuol dire che nonostante i bilanci fragili e la carenza di personale, le Province stanno dunque continuando a consolidarsi nel loro ruolo di istituzione per gli investimenti locali".