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Scontrini POS, stop all’obbligo di conservazione: cosa cambia con il nuovo decreto PNRR

Nicola Cundò
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Scontrini POS, stop all’obbligo di conservazione: cosa cambia con il nuovo decreto PNRR
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Tempo di lettura: ~3 min

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Pagamenti elettronici più semplici e meno burocrazia per imprese e cittadini

Il decreto PNRR in fase di elaborazione introduce una novità destinata a incidere concretamente sulla quotidianità di imprese, esercenti e consumatori: cade l’obbligo di conservare gli scontrini del POS relativi ai pagamenti elettronici.

Una misura che punta alla semplificazione amministrativa e alla riduzione degli oneri burocratici, in linea con i principi di digitalizzazione promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Addio alla conservazione degli scontrini POS per 10 anni

Secondo la bozza del provvedimento, non sarà più necessario conservare le ricevute cartacee rilasciate dai terminali POS dopo un pagamento con carta di credito, debito o prepagata.

Si tratta di documenti non fiscali, diversi dallo scontrino fiscale o dalla fattura, che hanno esclusivamente valore di prova dell’avvenuto pagamento elettronico.

Fino ad oggi, la normativa imponeva la conservazione per almeno 10 anni, un obbligo diventato nel tempo oneroso e poco sostenibile, soprattutto per piccoli esercenti e attività commerciali che gestiscono ogni giorno un elevato numero di transazioni anche di importo minimo.

Perché la norma viene superata

Nella relazione illustrativa che accompagna il decreto, il Governo chiarisce le ragioni della modifica normativa.

L’obbligo di conservazione nasceva in un contesto storico in cui i pagamenti elettronici erano limitati, mentre oggi il POS è utilizzato anche per cifre molto basse.

Pretendere l’archiviazione cartacea di migliaia di ricevute è diventato anacronistico, soprattutto considerando che le transazioni sono già tracciate digitalmente attraverso sistemi bancari e informatici sicuri.

L’obiettivo è quindi alleggerire il carico burocratico, favorire la transizione digitale e rendere più efficiente il sistema dei pagamenti.

Le altre novità del decreto PNRR

Il provvedimento non si limita al tema degli scontrini POS, ma introduce ulteriori misure strategiche legate all’attuazione del PNRR, con l’obiettivo di rispettare le scadenze fissate dall’Unione Europea.

Il 2026 rappresenta l’ultimo anno utile per completare cantieri, investimenti e riforme finanziate con i fondi europei. Per questo motivo, il decreto punta su:

  • snellimento delle procedure amministrative
  • maggiore autonomia operativa per le pubbliche amministrazioni
  • rafforzamento della responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi
  • accelerazione dei processi di digitalizzazione della PA

Carte d’identità elettroniche: novità per gli over 70

Tra le disposizioni contenute nel decreto figurano anche modifiche relative alla carta d’identità elettronica (CIE).

In particolare:

  • le CIE rilasciate agli ultrasettantenni avranno validità illimitata
  • non sarà più necessario il rinnovo
  • potranno essere utilizzate anche per l’espatrio

Le carte emesse prima dell’entrata in vigore della norma avranno una validità estesa, ma non saranno valide per l’espatrio né per alcuni rapporti con le amministrazioni pubbliche.

Trasporto ferroviario: verso la liberalizzazione degli Intercity

Il decreto interviene anche sul fronte dei trasporti, affrontando uno degli ultimi passaggi per la liberalizzazione del servizio Intercity, finora assegnato automaticamente a Trenitalia.

Il servizio Intercity è considerato strategico, poiché caratterizzato da tariffe calmierate e da un sistema di contributi pubblici.

Per garantire concorrenza leale, il decreto prevede la creazione di un soggetto incaricato di:

  • vigilare sulla regolarità delle gare di assegnazione
  • assicurare pari accesso alle infrastrutture ferroviarie
  • tutelare la concorrenza tra i diversi operatori

Una riforma nel segno della semplificazione

Nel complesso, il nuovo decreto PNRR conferma una direzione chiara: meno carta, più digitale, meno burocrazia e maggiore efficienza.

L’abolizione dell’obbligo di conservare gli scontrini POS rappresenta un passo concreto verso un sistema più moderno, sostenibile e in linea con le reali esigenze di imprese e cittadini.


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Scritto da Nicola Cundò

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