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Cuneo fiscale, da luglio 100 euro in più in busta paga. Ecco il dettaglio

Lazio > Roma

Aumento busta paga a luglio: come cambia il bonus Renzi
ROMA, 25 GIU - Manca poco e milioni di lavoratori italiani dipendenti vedranno un aumento del proprio stipendio grazie all’approvazione del decreto sul taglio del cuneo fiscale.

Nel mese di luglio 2020 infatti, i lavoratori riceveranno un contributo nella propria busta paga, sulla base della fascia di reddito di appartenenza.

Novità busta paga 2020

A partire dal 1º luglio 2020, la busta paga di milioni di italiani aumenterà grazie all’introduzione di due novità importantissime. La prima novità è quella introdotta dal decreto legge Cura Italia, il quale ha sancito l’approvazione del famoso premio dei 100 euro, disponibile ad alcuni lavoratori già con gli stipendi di giugno. In questo modo i lavoratori dipendenti con reddito tra gli 8.174 euro fino a 28.000 euro riceveranno 100 euro in più in busta paga, andando a sostituire l’ex bonus Renzi di 80 euro.

Una seconda novità è quella del bonus cuneo fiscale, che come previsto dalla Legge di Bilancio 2020 e dal decreto 3/2020 “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”, comporterà un incremento della busta paga a seconda del reddito di appartenenza del lavoratore. Infatti, per i lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra i 28.001 euro e i 40.000 euro, spetterà una detrazione in busta paga, che diminuirà all’aumentare del proprio reddito.

Per far fronte a queste importanti novità, in seguito all’approvazione della Legge di Bilancio 2020, sono stati stanziati circa 3 miliardi di euro per l’anno 2020 e circa 6 miliardi per l’anno 2021.

Aumento busta paga: bonus 100 euro

Dal 1° luglio al via il taglio del cuneo fiscale sugli stipendi di milioni di lavoratori e lavoratrici dipendenti italiani. È ciò che ha disposto la Legge di Bilancio 2020 e il decreto 3/2020 “Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente”.

Inoltre in seguito alla seduta n.24 del 23 gennaio 2020, il Consiglio dei Ministri ha introdotto nuove misure urgenti con l’obiettivo di una riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente.

A tal proposito circa 3 miliardi di euro sono stati stanziati al fine di estendere il “bonus Irpef” ad un più ampio numero di lavoratori italiani. Così, dal 1° luglio 2020, il tradizionale bonus Renzi dal valore di 80 euro arriverà a 100 euro al mese, per tutti i lavoratori dipendenti che hanno un reddito annuo fino ad un massimo di 28.000 euro lordi.

Per i dipendenti con redditi maggiori di 28.000 euro è stata introdotta invece una detrazione fiscale che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro con un reddito di 35.000 euro lordi. L’importo del beneficio in busta paga continuerà a diminuire fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito.

Bonus Renzi: cosa cambia nella busta paga

Il bonus Renzi di 80 euro mensili in busta paga, in seguito al decreto MEF approvato il 23 gennaio 2020, sarà abolito a partire dal mese di giugno, sostituito dal cosiddetto bonus Irpef. Fino al primo semestre dell’anno, il bonus Renzi ha mantenuto la sua efficacia, beneficiando dei lavoratori dipendenti che percepiscono redditi imponibili Irpef fino a 26.600 euro, di 80 euro mensili in busta paga.

L’importo annuale del bonus Renzi era pari a 960 euro all’anno, importo che si riduceva per coloro che percepiscono redditi compresi tra i 24.600 ed i 26.600 euro. Gli 80 euro erano erogati mensilmente in busta paga o recuperati direttamente in dichiarazione dei redditi.

Il decreto sul taglio del cuneo fiscale costituisce un primo passo verso la riforma Irpef, messa poi in pausa a causa dell’emergenza sanitaria portata dal Coronavirus.

Per questo motivo, oltre ad un aumento della busta paga attraverso i due meccanismi del bonus 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti con reddito tra gli 8.174 euro fino a 28.000 e della detrazione per i lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra i 28.001 e i 40.000, un’ulteriore novità è l’abrogazione del bonus Renzi, il quale sarà applicato per l’ultima volta per la busta paga di giugno.

Aumento busta paga: a chi spetta

In seguito all’approvazione del taglio del cuneo fiscale, avviene dal 1° luglio 2020 un rafforzamento del bonus Renzi, il quale garantiva gli 80 euro mensili in busta paga ai titolari di redditi da lavoro dipendente (ad esclusione dei pensionati), e ai titolari di redditi assimilati a lavoro dipendenti previsti dall’art. 50, comma 1 (lettere a, b, c-bis, d, h-bis, l) del Dpr. n. 917/1986.

Nello specifico il taglio del cuneo fiscale, dunque l’aumento di 100 euro in busta paga, riguarderà dunque non solo i lavoratori dipendenti, ma anche i soci di cooperative, i lavoratori dipendenti che percepiscono compensi per incarichi da soggetti terzi, i titolari di stage, borse di studio o altre attività di addestramento professionale, i collaboratori coordinati e continuativi, i sacerdoti, i lavoratori socialmente utili, ed i percettori di indennità di mobilità, prestazioni di esodo, cassa integrazione NASpi ed indennità Ape sociale.

Sulla base di quanto previsto dal decreto Cura Italia, il premio 100 euro in busta paga spetta ai titolari di redditi di lavoro dipendente, specificati dall’art. 49, co. 1, del Dpr. n. 917/1986 (Tuir). Per lavoro dipendente si intendono quindi quei redditi che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio.

Inoltre il bonus 100 euro in busta paga spetta ai dipendenti che hanno continuato a lavorare nel mese di marzo. L’importo massimo dei 100 euro del bonus deve essere rapportato al numero di giorni di effettivo lavoro svolto nel mese di marzo nella propria sede di lavoro.
Sono quindi esclusi dal bonus dei 100 euro in busta paga i pensionati e tutti i lavoratori dipendenti incapienti, ovvero aventi un reddito inferiore a 8.145 euro, importo che costituisce la soglia di non imponibilità IRPEF.

Requisiti bonus 100 euro in busta paga

Il decreto-legge non prevede particolari requisiti per avere diritto al bonus 100 euro. Gli unici requisiti essenziali riguardano il limite di reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente e la tipologia di lavoratore che intende usufruire del beneficio.

Infatti affinché il lavoratore subordinato possa beneficiare del bonus di 100 mensili in busta paga è necessario avere un reddito inferiore a 40.000 euro. Tale reddito deve riferirsi all’anno precedente quello a cui si riferisce la busta paga. Dunque nel caso della busta paga del 1° luglio 2020, il reddito complessivo del lavoratore dipendente da prendere in considerazione sarà quello riferito all’anno 2019.

Modalità di calcolo

Secondo quanto previsto dal decreto legge 3/2020, l’aumento della busta paga dei lavoratori subordinati si realizza dunque attraverso due modalità differenziate in relazione agli scaglioni di reddito.

A tal proposito, occorre specificare che in questo caso viene preso in considerazione il reddito complessivo del lavoratore, al netto dell’unità immobiliare costituente l’abitazione principale. Sono escluse inoltre le quote di reddito esente per le agevolazione di lavoratori impatriati.

Nello specifico, bisogna evidenziare le modalità di calcolo del contributo integrativo che andrà a sostituire il bonus Renzi, portando in busta paga 100 euro ai lavoratori dipendenti con un reddito massimo di 28.000 euro. In questo caso si prende come riferimento la retribuzione lorda del lavoratore, includendo anche eventuali retribuzioni di straordinari, al netto delle trattenute previdenziali del 9,19% e dell’IRPEF. Dal 1° luglio 2020, il bonus busta paga sarà così aumentato da 80 a 100 euro mensili.

In merito alla detrazione di imposta per reddito da lavoro dipendente, in questo caso il calcolo sarà più complesso. Infatti, per i lavoratori che percepiscono redditi di importo lordo tra i 28.000 euro e i 35.000 euro, il calcolo della detrazione di imposta sarà pari a: 480 + [120 x (35.000 – reddito) / 7.000]. Invece per quei lavoratori dipendenti che percepiscono redditi di importo lordo compresi tra i 35.000 ed i 40.000, bisognerà fare riferimento ad un altro calcolo, ovvero: 480 x [(40.000 – reddito) / 5.000].

Come ricevere l’aumento in busta paga

Al fine di ottenere il bonus all’interno della propria busta paga, il lavoratore non deve effettuare alcuna richiesta specifica. Infatti, il beneficio sarà inviato automaticamente dal datore di lavoro, in veste di sostituto d’imposta. Per questo motivo è necessario che il datore di lavoro effettui innanzitutto un conteggio delle giornate e ore lavorate dal dipendente, in rapporto a quelle lavorabili. Inoltre il datore di lavoro dovrà effettuare anche il calcolo dell’importo del premio. L’erogazione del premio dovrà essere corrisposta a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile.

Per quanto riguarda i lavoratori part-time, il premio di 100 euro in busta paga spetta al lavoratore solo nel caso in cui egli ha svolto la propria prestazione lavorativa in sede in tutti i giorni previsti dal contratto, indipendentemente se full time o part time. (Trend online)