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Caso Eni: pm Milano,serenità procura non è turbata da Storari

Lombardia > Milano

Caso Eni: pm Milano,serenità procura non è turbata da Storari. 45 pubblici ministeri milanesi firmano lettera a favore collega

MILANO, 25 LUG - Sono 45 i pm milanesi che hanno finora firmato una lettera in cui si afferma che "esclusa ogni valutazione di merito, la loro serenità non è turbata dalla permanenza del collega" Paolo Storari, "nell'esercizio delle sue funzioni presso la Procura della Repubblica di Milano. Siamo turbati dalla situazione che sta emergendo da notizie incontrollate e fonti aperte e sentiamo solo il bisogno impellente di chiarezza". 

E' un passaggio del testo che sta circolando tra i pubblici ministeri dopo aver saputo della richiesta del pg della Cassazione di trasferimento per incompatibilità ambientale del pm Storari per il casi dei verbali di Amara. 

L'iniziativa della lettera a favore di Storari, al momento sottoscritta da quasi 2/3 dei pubblici ministeri in servizio alla procura di Milano, è stata promossa da Alberto Nobili, il responsabile dell'antiterrorismo milanese e uno dei magistrati che ha fatto la storia d'Italia, e da altri tre aggiunti. 

"Avendo appreso da fonti giornalistiche - questo è il testo integrale - che è stato chiesto al Csm il trasferimento d'urgenza del collega Paolo Storari, anche 'per la serenità di tutti i magistrati del distretto', i sottoscritti magistrati rappresentano che, esclusa ogni valutazione di merito, la loro serenità non è turbata dalla permanenza del collega, nell'esercizio delle sue funzioni, presso la Procura della Repubblica di Milano. 

Siamo turbati dalla situazione che sta emergendo da notizie incontrollate e fonti aperte e sentiamo solo il bisogno impellente di chiarezza, di decisioni rapide che poggiano sull'accertamento completo dei fatti e prendano posizione netta e celere su ipotetiche responsabilità dei colleghi coinvolti". Infatti il 'pacchetto' delle indagini su Eni, in cui si inserisce il caso Amara e lo scontro tra Storari e il Procuratore Francesco Greco e l'aggiunto Laura Pedio, riguarda anche la gestione di Vincenzo Armanna e le sue dichiarazioni accusatorie nel processo Nigeria (in primo grado gli imputati sono stati tutti assolti) da parte dell'aggiunto Fabio De Pasquale e il pm, ora alla procura europea, Sergio Spadaro. 

Su queste vicende, sono stati avviate indagini ministeriale e del Csm (domani cominciano le audizioni) e anche la Procura di Brescia ha aperto una inchiesta e ha indagato da un lato Storari e l'ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura Piercamillo Davigo per rivelazione del segreto di ufficio, mentre dall'altro ha iscritto De Pasquale e Spadaro per rifiuto di atti d'ufficio.