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Nave sequestrata a Brindisi per violazione delle sanzioni UE alla Russia: maxi operazione della Guardia di Finanza

Nicola Cundò
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Nave sequestrata a Brindisi per violazione delle sanzioni UE alla Russia: maxi operazione della Guardia di Finanza
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Bloccate 33mila tonnellate di materiale ferroso proveniente dal Mar Nero: indagini su importatore, armatore ed equipaggio

Un’importante operazione di controllo economico-finanziario è stata portata a termine nel porto di Brindisi dalla Guardia di Finanza in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito delle attività di contrasto all’elusione delle sanzioni dell’Unione europea contro la Russia.

Nei giorni scorsi, i finanzieri hanno sequestrato una nave mercantile battente bandiera di una piccola isola dell’Oceania, giunta nello scalo pugliese dopo aver fatto rotta dalle acque territoriali russe del Mar Nero. A bordo, un carico di 33.000 tonnellate di materiale ferroso, risultato incompatibile con la normativa comunitaria vigente.

Il quadro normativo: cosa prevedono le sanzioni UE

L’operazione si inserisce nel contesto delle misure restrittive adottate dall’Unione europea a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. In particolare, il Regolamento UE n. 833/2014, insieme alle successive modifiche e integrazioni, stabilisce:

  • il divieto di intrattenere rapporti commerciali con specifiche aree e porti della Federazione Russa;
  • il blocco dell’importazione di determinate categorie di merci, tra cui alcune tipologie di prodotti siderurgici;
  • l’applicazione di sanzioni a persone fisiche e giuridiche inserite in apposite black list europee.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, il trasporto del materiale ferroso sarebbe avvenuto aggirando deliberatamente le misure restrittive, mediante operazioni considerate elusive.

Sequestro convalidato e indagini in corso

Il sequestro preventivo d’urgenza della nave e del carico è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari di Brindisi e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame, rafforzando la solidità dell’impianto investigativo.

Sono attualmente indagati l’importatore della merce, l’armatore dell’imbarcazione e alcuni membri dell’equipaggio, con l’accusa di elusione delle sanzioni economiche dell’Unione europea. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera filiera commerciale e individuare eventuali responsabilità aggiuntive.

Un’azione strategica contro l’elusione delle sanzioni

L’operazione di Brindisi conferma il ruolo centrale della Guardia di Finanza nel presidio della sicurezza economica nazionale ed europea, soprattutto in una fase geopolitica complessa. Il contrasto alle violazioni delle sanzioni internazionali rappresenta uno strumento fondamentale per garantire l’efficacia delle decisioni assunte dall’Unione europea e per impedire flussi commerciali illeciti a sostegno di economie sottoposte a misure restrittive.

Un intervento che ribadisce come i porti italiani restino sotto stretta sorveglianza e come i controlli su merci e rotte marittime siano sempre più sofisticati e mirati.


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Scritto da Nicola Cundò

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