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Bovalino: “Al voto per davvero!”, incontro con gli Studenti dell’IIS “F. La Cava”

Pasquale Rosaci
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Bovalino:  “Al voto per davvero!”, incontro con gli Studenti dell’IIS “F. La Cava”
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Lo scorso 11 marzo 2026, presso la Sala Conferenze dell’I.I.S. “Francesco La Cava” di Bovalino (Rc) si è tenuto l’incontro con gli studenti dal titolo “Al voto per davvero! Capire il referendum per scegliere consapevolmente”

Un incontro che ha registrato la presenza autorevole del Professore, Docente di Diritto Penale presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Cal., Avv. e già Presidente della 2^ Commissione Giustizia al Senato, Vincenzo Nico D’Ascola, che ha delineato in maniera sintetica, ma molto esaustiva il tema: “Il sistema attuale e l’importanza di un referendum confermativo”.

Erano altresì presenti, l’Avv. Antonio Alvaro, Presidente Unione Cameri Penali di Locri, che ha esposto le ragioni del SI, e la D.ssa Margherita Saccà, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Reggio Cal., che ha delineato, invece, le ragioni del NO.


L’incontro è stato introdotto dal Presidente del Consiglio del Comune di Bovalino, Avv. Filippo Musitano, ed è stato moderato dall’Avv. Maddalena Dattilo, Assessore al Bilancio e al Patrimonio Comunale del Comune di Bovalino.

A ricevere il Prof. D’Ascola al suo arrivo, ed a porgere quindi anche i saluti istituzionali sono stati il Sindaco di Bovalino, Avv. Vincenzo Maesano e la padrona di casa, la Dirigente dell’I.I.S. “F. La Cava”, Maria Antonia Puntillo.

Tanti gli studenti presenti in aula che hanno assistito con grande interesse e partecipazione al dibattito intervenendo anche con diverse domande molto centrate ed orientate nel merito.


Il Prof. D’Ascola ha chiarito, nel complesso della sua dettagliata esposizione, che la magistratura rimane, anche nel caso della separazione delle carriere, un organo assolutamente unitario, soltanto che i criteri d’ingresso nella magistratura stessa, per mezzo dei concorsi che saranno logicamente anch’essi separati, saranno svolti con criteri che, soprattutto per i promotori del SI, necessitano di sapere dove c’è scritto che il requisito della unitarietà sia assolutamente indispensabile, di parere logicamente opposto i promotori del NO che non vedono nessun snellimento nella procedura processuale né tanto meno nella miglioria degli sviluppi di carriera dei singoli magistrati.

La questione, ovviamente, è prettamente tecnica ma non solo, infatti il taglio che è stato dato a questo referendum -soprattutto dai media- è “prioritariamente politico”.

Ricordiamo che della separazione delle carriere si parla già dal lontano 1987, quando al Congresso di Bari si percepì la necessità di disporre del contraddittorio, un elemento che negli anni è stato sempre difeso a spada tratta da tutti i Governi.


Pertanto, il sistema italiano è rimasto per decenni un ibrido: metà con teorema accusatorio e metà, di contro, inquisitorio.

Un sistema in cui spesso lo stesso giudice che decide è anche quello che ha regolato il contraddittorio e, quindi, l’ammissione delle prove.

Ed è in conseguenza di ciò che -secondo Nico D’Ascola-, la separazione delle carriere non è un attacco alla magistratura, bensì un evolversi del sistema giudiziario che va incontro alle esigenze scaturite dal nuovo complesso geopolitico esistente nei vari Paesi.

È, in buona sostanza, un tentativo di completare una riforma rimasta a metà.


Ciò che però colpisce è il clima con cui il dibattito si sta svolgendo in queste ultime settimane di propaganda referendaria.

Infatti, i toni sono diventati talmente accesi che, paradossalmente, le campagne elettorali della politica cui eravamo e siamo abituati a concepire, sembrano addirittura più moderate, ma la questione resta in ogni caso profondamente politica.


Dopo l’intervento del primo cittadino di Bovalino, Avv. Vincenzo Maesano, ci sono stati gli interventi dei due rappresentanti: Antonio Alvaro per il SI e Margherita Saccà per il NO.

L’appuntamento, ora, è per il prossimo 22-23 marzo con l’apertura delle urne e il responso definitivo su questo importante referendum che potrebbe segnare una svolta fondamentale nel futuro del nostro Paese.




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Scritto da Pasquale Rosaci

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