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Blitz antimafia in Salento, 30 misure cautelari tra droga, armi e metodo mafioso

Redazione
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Blitz antimafia in Salento, 30 misure cautelari tra droga, armi e metodo mafioso
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Operazione dei Carabinieri a Squinzano coordinata dalla Dda di Lecce: l’indagine nasce dal tentato omicidio al distributore di benzina del 2022

Maxi operazione antimafia in Salento dalle prime ore del mattino. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, stanno eseguendo 30 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Lecce nei confronti di persone ritenute coinvolte, a vario titolo, in un articolato quadro criminale.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero ipotesi di reato particolarmente gravi: associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, ricettazione, detenzione e porto illegale di armi ed esplosivi, violenza privata e incendio. Diversi reati, secondo quanto contestato dagli inquirenti, sarebbero aggravati dal metodo mafioso, elemento che conferisce all’operazione un rilievo investigativo ancora più significativo.

Squinzano epicentro dell’operazione antimafia

L’area maggiormente interessata dal blitz è Squinzano, comune del Nord Salento finito al centro dell’indagine dopo un grave episodio di sangue avvenuto nel dicembre 2022. Proprio da quell’episodio sarebbe partita l’attività investigativa che ha portato all’emissione delle ordinanze cautelari.

Il fatto risale a un tentato omicidio a colpi di Kalashnikov avvenuto nei pressi di un distributore di carburante alla periferia del paese. Nell’agguato rimase ferito un uomo di 36 anni del posto, colpito mentre stava facendo rifornimento con la moglie e i figli all’interno dell’auto. Un episodio che aveva destato forte allarme sociale per la violenza dell’azione e per il contesto in cui si era verificato, in un luogo pubblico e in presenza di familiari.

Droga, armi ed esplosivi al centro dell’inchiesta

Secondo l’impianto accusatorio, l’organizzazione avrebbe operato attraverso condotte legate al traffico di droga e alla disponibilità di armi ed esplosivi, con modalità ritenute dagli investigatori compatibili con un contesto criminale strutturato.

L’indagine punta a ricostruire ruoli, collegamenti e responsabilità dei soggetti coinvolti, oltre alla possibile rete di rapporti utilizzata per il controllo delle attività illecite sul territorio. La contestazione del metodo mafioso lascia intendere, secondo gli inquirenti, l’utilizzo di intimidazione, assoggettamento e omertà come strumenti per condizionare persone e dinamiche locali.

In campo oltre 200 militari

L’operazione ha richiesto un imponente dispiegamento di forze. Sono impegnati oltre 200 militari dell’Arma dei Carabinieri, appartenenti al Comando Provinciale di Lecce e supportati da reparti specializzati.

Nel blitz sono coinvolte anche le unità dell’Aliquota di Primo Intervento di Brindisi, le Squadre Operative di Supporto dell’11° Reggimento Puglia, il Nucleo Cinofili di Modugno, lo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia e il 6° Nucleo Elicotteri di Bari-Palese.

La presenza di reparti specializzati conferma la complessità dell’attività in corso, finalizzata non solo all’esecuzione delle misure cautelari, ma anche alla messa in sicurezza delle aree interessate e all’eventuale ricerca di armi, droga o altro materiale utile alle indagini.

Indagini coordinate dalla Dda di Lecce

Il coordinamento della Dda di Lecce evidenzia la natura antimafia dell’inchiesta e la possibile esistenza di un sistema criminale radicato nel territorio. Le misure cautelari rappresentano una fase importante dell’attività giudiziaria, ma le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

L’operazione segna comunque un passaggio rilevante nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata nel Salento, con particolare attenzione ai fenomeni legati a spaccio di droga, armi illegali e intimidazioni sul territorio.


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