Anima Mundi, decimo anno
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Anima Mundi, decimo anno

martedì 14 settembre, 2010

John Eliot Gardiner e gli English Baroque Soloists inaugurano il 15 settembre nella Cattedrale di Pisa Anima Mundi, la Rassegna Internazionale di Musica Sacra, premio Abbiati 2006 della critica italiana, che giunge quest’anno alla decima edizione.[MORE]

La rassegna Anima Mundi è organizzata dall’Opera della Primaziale Pisana, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, dal Comune e dalla Provincia di Pisa, con il sostegno di Società Cattolica di Assicurazione e di Gi Group S.p.A. e per il quinto anno è diretta da Sir John Eliot Gardiner. Tutti i concerti in programma sono gratuiti e i tagliandi d’ingresso sono disponibili indicativamente due giorni prima di ogni concerto, solo presso la biglietteria.

La serata d’esordio inizia con un omaggio a Giovanni Battista Pergolesi nel terzo centenario della nascita: il suo commovente Stabat Mater è interpretato da due magnifiche cantanti italiane, Emanuela Galli e Sara Mingardo. “Divino poema del dolore”: così, un secolo dopo, Vincenzo Bellini definirà lo Stabat Mater di Pergolesi. Scritto nel 1736, negli ultimi giorni dell’ultimo anno della breve vita di questo musicista supremo. Nato a Jesi nel 1710, morto a Pozzuoli, Pergolesi svela un universo creativo che soltanto da pochi anni è stato finalmente raggiunto ed esplorato. La sua parabola raggiunge le vette di quel raro periodo della storia musicale europea che vede convivere, perfettamente coetanei, anche Bach e Haendel, Domenico Scarlatti e Vivaldi.
Questo Stabat per soprano, contralto, orchestra d’archi e basso continuo, nasce su commissione di Marzio IV duca di Maddaloni, amico e protettore di Pergolesi, e a favore dell’Arciconfraternita dei Cavalieri della Vergine dei Dolori di Napoli. Il testo di riferimento è una sequenza in lingua latina, il cui autore è probabilmente Jacopone da Todi, che l’avrebbe scritto all’inizio del 1300. Melodie che si sviluppano con immateriale semplicità, episodi di scrittura contrappuntistica che si sciolgono nel flusso del canto, incisi brevi che rigano, drammatizzandolo, l’orizzonte del racconto: continuità di una dominante, sfumata e dolente, tinta narrativa e alternanza di accenti, di accelerazioni, di passaggi più meditativi. Mai prevale la preoccupazione del realismo espressivo, sempre vince – come dirà Beethoven a proposito della sua sesta sinfonia, la Pastorale – “l’espressione del sentimento”. Non si tratta di vedere l’immagine della madre del Cristo ai piedi della croce, ma di sentire il suo dolore. È questa la sola rappresentazione di cui solo la musica è capace. Questo Stabat è entrato, da subito e per rimanervi, stabilmente in repertorio, con diffusione pari all’ammirazione.
La serata prosegue con la cantata Jauchzet Gott in allen Landen! (Giubilate Dio in tutte le contrade!), composta da Johann Sebastian Bach nel 1730 a Lipsia. Tra le circa trecento cantate sacre a lui attribuite, questa spicca per alcuni elementi distintivi: l’assenza del coro (come nello Stabat pergolesiano), la presenza di un’unica voce, il protagonismo concesso, in due momenti, alla tromba solista, cui è affidato il giubilante passo d’avvio. Dal compianto dello Stabat all’euforia salvifica di questa cantata, l’atmosfera espressiva muta radicalmente. E quanto forte, nella poetica del Bach maturo, sia l’influsso della scuola italiana del primo Settecento emerge dall’ampia libertà concessa al canto, nei vocalizzi sul verbo “jauchzen” (giubilare), nell’intensità dell’aria col da capo del terzo numero, nella teatrale espressività del recitativo.
Il concerto inaugurale di Anima Mundi si chiude con una piccola gemma splendente nella sua brevità: la Canzonetta spirituale sopra alla nanna di Tarquinio Merula, nato a Cremona attorno al 1595. Hor ch’è tempo di dormire ha bisogno di poco: un piccolo gruppo di strumenti che accompagna, cullandola, una voce che racconta. Sono gli anni, decisivi per il futuro della vocalità barocca, che conducono dal “recitar cantando” all’“aria”, dalla devozione per il rispetto della parola scritta alla libertà, sempre più marcata, della voce nei confronti del testo. Merula non varca questa soglia: la Canzonetta, parola dopo parola, si avvolge come una ninna-nanna cantata da una madre, possiede la dolcezza di una nenia, nella profondità, però, dell’invocazione a un sonno che placa, ristora e salva. Esempio tra i primi di quello che diventerà, lungo Sei e Settecento, un alto luogo espressivo: l’aria del sonno, quando il personaggio è solo, a tu per tu con le proprie più intime riflessioni, esitazioni, speranze, attese. Canzonetta sì, però spirituale.

Sir John Eliot Gardiner per l’edizione 2010, che prosegue sino al 1 ottobre, ha messo a punto un programma che attraversa cinque secoli di musica sacra, in un percorso vertiginoso di capolavori, novità, riscoperte, capaci di raccontarne la costante evoluzione delle forme espressive e degli esiti artistici. Ancora Gardiner protagonista della seconda serata, il 17 settembre in Cattedrale, per un omaggio a Claudio Monteverdi e al Vespro della Beata Vergine, opera di cui ricorre il quattrocentesimo anniversario della pubblicazione. I Vespri, questa volta di Sergei Rachmaninov, tornano nel concerto di chiusura, in Cattedrale il 1 ottobre, nell’interpretazione, autentica quant’altre mai, della Cappella di Stato di Mosca e con la direzione di Valery Poliansky. Sabato 18 settembre nel Camposanto Monumentale, una serata ideata e realizzata da Anima Mundi: l’Histoire du soldat per trio di Igor Stravinskij e l’ “operina spirituale” Le Jongleur de Notre Dame del compositore inglese Peter Maxwell Davies. L’opera prevede interventi di un mimo giocoliere insieme a una banda di bambini, mentre i vari personaggi sono rappresentati da diversi strumenti e da un baritono. La prova generale delle ore 18,00 sarà aperta al pubblico di bambini delle scuole.
Al brano vincitore della III edizione del Concorso di composizione Anima Mundi è dedicata la serata del 29 settembre in Cattedrale. Girolamo Deraco si è aggiudicato il premio con la composizione Ave Maris Stella, che sarà eseguita, in prima assoluta, dal Coro Musicanova di Roma e dalla Capella Tiberina. Aprirà la serata sempre l’Ave Maris Stella, opera del compositore contemporaneo norvegese Trond Kverno, e la chiuderà un altro tributo ad un compositore barocco italiano, Bernardo Pasquini, con le Cantate Spirituali. Il concerto del 21 settembre in Camposanto celebra i 250 anni dalla nascita di Luigi Cherubini, di cui saranno eseguiti il Quartetto n.2 in do maggiore per archi e le Harmonie Musik. Interpreti della serata il Quartetto Savinio e il gruppo di fiati Cherubini Harmonie. 

Ospiti della rassegna pisana alcuni dei musicisti italiani che stanno scrivendo la storia dell’interpretazione di oggi. Tra gli altri, l’Orchestra Giovanile Italiana della Scuola di Musica di Fiesole e l’ensemble barocco De Labyrintho, che eseguiranno in Cattedrale, il 25 settembre, di Igor Stravinskij Miniature, Ottetto, Monumentum pro Gesualdo e i Responsoria de Sabbato Sancto di Carlo Gesualdo.


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