Italia vittima di "analfabetismo funzionale": le dichiarazioni di Visco e la deriva della cultura
Cronaca Lazio

Italia vittima di "analfabetismo funzionale": le dichiarazioni di Visco e la deriva della cultura

domenica 20 ottobre, 2013

ROMA, 20 OTTOBRE 2013 - Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, è intervenuto al Forum del libro Passaparola di Bari e ha parlato dell' "analfabetismo funzionale" che affligge l'Italia e del livello d'istruzione dei giovani italiani, ancora drasticamente inferiore a quello dei giovani degli altri Paesi industrializzati.

In un Paese che si vanta sempre più spesso di guardare al futuro e in cui, paradossalmente, sempre meno si investe sull'istruzione e sui giovani che il futuro sono destinati a viverlo e costruirlo, le parole di Visco non risultano nuove o estrenee.[MORE]

Non è un segreto il fatto che, in Italia, lo studio renda meno rispetto agli altri Paesi europei. "I dati Eurostat - ha dichiarato Visco - mostrano che studiare conviene perché rende più probabile trovare un lavoro: nel 2011 in media nell'Ue lavorava l'86 per cento dei laureati contro il 77 per cento dei diplomati. In Italia, studiare conviene meno: per i laureati tra i 25-39 anni la probabilità di essere occupati era pari a quella dei diplomati (73 per cento) e superiore di soli 13 punti percentuali a quella di chi aveva conseguito la licenza media."

"A un basso livello di istruzione - ha continuato Visco - dovrebbe corrispondere, ceteris paribus, un rendimento della stessa elevato, trattandosi di un fattore relativamente scarso. In Italia, invece, a un basso livello di istruzione si associa una bassa remunerazione."

Da tempo è ormai lampante e tragicamente noto che l'italia, il Paese che più di tutti sulla cultura ha costruito la sua storia e la sua intera esistenza, non ha più alcuna intenzione di investire sul sapere e sui giovani, forse perchè troppo egoisticamente concentrato sul presente.
Le prove più recenti, ultime di una lunga serie, sono da individuare nelle disagiate condizioni in cui versano la maggior parte degli edifici scolastici sparsi sul territorio nazionale e nella soppressione dell'insegnamento della storia dell'arte nelle scuole, proprio nel Paese che ha regalato al mondo geni artistici del calibro di Leonardo Da Vinci, Filippo Brunelleschi e Michelangelo Bonarroti. 

La cultura e la scuola italiana, uno fra i più grandi patrimoni della nazione, sono quindi da considerare un bene in serio periolo, bisognoso di interventi, cure ed investimenti mirati alla necessaria salvezza. "Risorse adeguate - ha terminato il governatore - andrebbero previste per sistematiche azioni di recupero e sostegno delle scuole in maggiore difficoltà, concentrate nelle Regioni del Mezzogiorno, e per il contrasto alla dispersione scolastica."

(fonte dichiarazioni www.ilgiornale.it)
(foto tg24.sky.it)

Elisa Lepone

 


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