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“The Hague Air Gallery – Vento dipinto”: la mostra che Artevento 2026 dedica all’Olanda

Redazione
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Articolo segnalato da: Norma Waltmann
“The Hague Air Gallery – Vento dipinto”: la mostra che Artevento 2026 dedica all’Olanda
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Inaugura il 4 aprile al Magazzino del Sale Torre la mostra intitolata “The Hague Air Gallery – Vento dipinto” dedicata all’Olanda, scelta da ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone per dare il via alla sua 46° edizione. La mostra, che si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata e del Consolato Generale dei Paesi Bassi, anticiperà, già nel weekend di Pasqua, lo storico festival in scena dal 23 aprile al 3 maggio sulla spiaggia di Pinarella.  

 

La mostra esibisce, per la prima volta in Italia, una straordinaria collezione composta da 17 aquiloni di modello giapponese edo dipinti da pittori olandesi. Presentata per la prima volta in volo sulla spiaggia di Scheveningen (The Hague, L’Aja) nel 1987, ricostruisce la genesi di un progetto destinato ad esercitare un impatto decisivo nel panorama artistico internazionale, promuovendo lo sviluppo di quella corrente dell’environmental art che individua nel vento il proprio interlocutore, creando una nuova relazione dinamica tra opera, natura e spettatore.

 

ORIGINI E STORIA

 

La scelta dei Paesi Bassi come protagonista di questa anteprima artistica non è casuale. Se l’aquilone nasce in Oriente oltre 2.500 anni fa, è anche attraverso le rotte commerciali olandesi, che esso giunge stabilmente in Europa. Il contributo dell’Olanda nel fungere da ponte tra Asia e Occidente e trasportare fisicamente l’oggetto dal Giappone e dalla Malesia, fra il XVI e il XVII secolo, è tanto importante quanto l’aver successivamente contribuito alla trasformazione dell’aquilone in un medium artistico contemporaneo, capace di dialogare con le avanguardie occidentali. È proprio nei Paesi Bassi che si concepì per la prima volta in Europa un progetto capace di coniugare la forma tradizionale giapponese dell’edo con il linguaggio pittorico occidentale e con la dimensione ambientale del vento, dando vita a un’esperienza pionieristica che pochi anni dopo ispirò la European Air Gallery in Inghilterra, sviluppata con l’intento di coinvolgere artisti provenienti da diversi Paesi europei e trasformare l’aquilone dipinto in simbolo di cooperazione culturale e unità nella diversità.

 

La straordinaria collezione di aquiloni olandesi che verrà esposta al Magazzino del Sale Torre fu sviluppata all’inizio degli anni ‘80, ed è il risultato tangibile del progetto nato dall’idea originale di Gerard Van der Loo, fondatore dello storico negozio Vlieger Op, e di Els Lubbers. Il loro intento era di rendere tangibile il nesso tra oggetto aquilone ed espressione pittorica, già implicito nelle pratiche artigianali tradizionali di Cina e Giappone, in una visione concettualmente nuova. Grazie alla partecipazione di un gruppo di pittori olandesi nell’esperimento, la vela dell’aquilone si trasformò in una vera e propria tela e il cielo divenne uno spazio pubblico e dinamico, capace di accogliere l’opera d’arte in dialogo diretto con la natura e con lo spettatore.

 

Per la realizzazione delle vele, Van der Loo si avvalse dell’esperienza tecnica dei membri dell’Holland Kite Team, coinvolgendoli nella messa a punto di una interpretazione del tradizionale aquilone giapponese adatto al progetto. Guidò personalmente la squadra di costruttori nella definizione delle “tele volanti”, coordinando ricerca tecnica e sperimentazione sui materiali. Van der Loo prestò particolare attenzione ai materiali pittorici, poiché il colore scelto avrebbe dovuto affrontare la sfida di un supporto complesso come il tessuto sintetico, adottato al posto della tradizionale carta washi giapponese. Insieme a Els Lubbers mise, inoltre, a punto un sofisticato sistema di pilotaggio composto da 17 cavi di trattenuta lunghi 30 metri per ciascuna opera, permettendo il controllo stabile delle vele dipinte durante l’esposizione aerea.

 

Chiamati a misurarsi con una sfida inedita, gli artisti olandesi coinvolti si confrontarono non solo con un supporto completamente nuovo, ma soprattutto con un diverso contesto espositivo: il cielo. Ciò li spinse a ripensare profondamente la propria pratica, interrogandosi sulla percezione dell’opera a distanza, sulla sua leggibilità nello spazio aperto e sul dialogo imprescindibile con il vento, divenuto parte integrante del processo creativo. Gerard Van der Loo e Els Lubbers anticiparono di due anni il celebre progetto “Immagini per il Cielo” promosso dal Goethe-Institut di Osaka, al quale parteciparono artisti di fama internazionale come Robert Rauschenberg e Mimmo Paladino.

 

DALL’IDEA AL VOLO: IL PRIMO VERNISSAGE NEL CIELO DELLA STORIA

 

Dopo anni di meticolosa sperimentazione, nel 1987, The Hague Air Gallery vede per la prima volta la luce e prende letteralmente il volo sulla spiaggia di Scheveningen all’Aia. Si tratta del PRIMO VERNISSAGE NEL CIELO DELLA STORIA, attraverso il quale Gerard Van del Loo inaugura un nuovo concetto di esposizione dinamica e collettiva di aquiloni d’arte, con l’obiettivo di trasformare il cielo in una galleria pubblica, spazio democratico di fruizione accessibile. L’esposizione delle opere si configura in una performance che fa dell’accettazione dell’imprevedibilità delle forze della natura da parte dell’artista un elemento imprescindibile e determinante nel coinvolgimento immersivo dello spettatore.

 

La scelta di aprire il 46° anno di iniziative legate al più longevo Festival Internazionale dell’Aquilone del mondo proprio con il recupero di questa collezione olandese e con il suo debutto in una sede museale in collaborazione con Holland Kite Team esprime la visione della curatrice Caterina Capelli, Art Director di ARTEVENTO, e anticipa gli appuntamenti che renderanno il 2026 un anno decisivo nel suo percorso, che culminerà con l’inaugurazione del centro di formazione permanente Museo dell’Aquilone il prossimo autunno.   Nominata interlocutrice dell’ICPI del Ministero della Cultura per il progetto sull’aquilone come patrimonio immateriale dell’umanità in qualità di “testimone vivente” per il merito di tramandare il festival come un dispositivo di salvaguardia e scambio di pratiche e saperi oltre che come principale presidio internazionale per la promozione dell’arte eolica – Capelli intende restituire visibilità ad una straordinaria collezione d’aquiloni dipinti rimasta a lungo nell’oblio,  omaggiare Gerard Van der Loo e Els Lubbers come precursori dell’environmental art e attribuire a The Hague Air Gallery il giusto valore, riconoscendone il merito di rappresentare una pietra miliare nella storia del Movimento dell’Arte Eolica.

 

L’omaggio a Gerard van der Loo assume un significato particolarmente prezioso, rafforzando il legame con l’Olanda anche in merito al progetto di salvaguardia del patrimonio promosso da ARTEVENTO. Il 2026, infatti, segna anche l’acquisizione, da parte del Museo dell’Aquilone, della collezione di opere etniche appartenute a Van der Loo, scomparso nel 2002. Quello stesso anno, sono state esposte al Tropenmuseum di Amsterdam e oggi donate a Caterina Capelli, a supporto del suo progetto di testimone vivente dal designer e aquilonista Stephen Versteegh, che continua nei Paesi Bassi l’avventura dell’Holland Kite Team.

 

ARTEVENTO 2026 invita, così, il pubblico internazionale a vivere un’esperienza unica, dove la storia dell’arte eolica incontra il presente e dove il cielo, da sempre simbolo di libertà, diventa ancora una volta spazio condiviso di creatività, dialogo e unità tra culture diverse.

 

Il programma completo di ARTEVENTO CERVIA sarà consultabile sul sito della manifestazione: https://artevento.com/


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