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Scuola riapre per 5,6 mln studenti ma niente tamponi. Attacco hacker per registro elettronico Axios.

Lazio > Roma

Scuola riapre per 5,6 mln studenti ma niente tamponi. Attacco hacker per registro elettronico Axios. Ancora proteste
ROMA, 07 APR - Finita la pausa pasquale, è tornata a suonare la campanella per quasi 5,6 milioni di studenti, per la felicità di gran parte di loro - in qualche scuola ci sono stati applausi e commozione - e il sollievo di molti genitori, ma numerosi problemi rimangono ancora sul tappeto. 

"Siamo rientrati senza un minimo screening sistematico sul fronte tamponi. Alle 9 avevamo un ragazzo con 38 di febbre a scuola. Nel primo giorno di ritorno in classe in presenza, anche per le superiori, nel Lazio ci troviamo ancora a chiedere le stesse cose di prima perché non sono state realizzate. Dai trasporti in poi", lamenta Cristina Costarelli, dirigente scolastico del Liceo scientifico Isacco Newton della Capitale e numero due dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio. Il ministro per le Infrastrutture, Enrico Giovannini, rassicura però di essere al lavoro con gli Enti locali per preparare un aumento dei mezzi pubblici.

A creare problemi a docenti, studenti, dirigenti scolastici e famiglie si è aggiunto anche un attacco hacker alla piattaforma Axios che serve il 40% delle scuole italiane e che dal 3 aprile scorso ha una serie di malfunzionamenti. Il disservizio al registro elettronico della scuola - è emerso - è dovuto ad un ransomware, un virus informatico sempre più diffuso che rende inaccessibili i dati e chiede il pagamento di un riscatto per ripristinarli. La società assicura che entro domani mattina il registro sarà ripristinato e disponibile in tutte le sue funzioni.

Intanto stamane, mentre molti studenti rientravano in classe - le scuole hanno riaperto per tutti, nelle Regioni arancioni, con percentuali di presenza dal 50 al 75% per le superiori, mentre si è tornati in classe fino alla I media nelle zone rosse, con tutti gli altri in dad - manifestazioni e proteste ci sono state in diverse città italiane per chiedere che tutti gli studenti, anche in zona rossa, possano frequentare in presenza. "Hanno dimenticato le seconde e terze medie e i ragazzi delle superiori che, in Lombardia, possono contare solo 32 giorni di presenza in un anno", protestano i rappresentanti del comitato 'A scuola!', spiegando perché da questa mattina al 9 aprile saranno in presidio, dalle 9 alle 19, in piazza Duomo a Milano.

E iniziative ci sono state anche a Roma, Bologna, Pisa, Faenza, Firenze. Anche laddove le scuole hanno riaperto, non lo hanno fatto in modo uniforme: in Puglia una nuova ordinanza del presidente Michele Emiliano consente alle famiglie di scegliere tra didattica in presenza o a distanza. "Per l'ennesima volta - spiegano i sindacati, che chiedono al Governo nazionale di intervenire o si dicono pronti alla mobilitazione - il presidente Emiliano non ha saputo resistere alla tentazione di chiamare in causa le famiglie addebitando loro una responsabilità enorme: decidere, sulla base di una percezione soggettiva, se 'esporre' il proprio figlio/figlia al rischio di un contagio trasmesso in classe o trattenerlo in casa per evitare qualsivoglia rischio di esposizione al contagio da Sars-Cov2".

In Alto Adige invece un'ordinanza del governatore Arno Kompatscher, stabilisce che gli alunni che non aderiscono ai tamponi 'fai da te' passano automaticamente in Dad. Ma il ministero dell'Istruzione, con una circolare, mette in guardia: "L'attuale quadro legislativo nazionale non prevede la possibilità di subordinare la fruizione in presenza dei servizi scolastici all'effettuazione obbligatoria di screening diagnostici".