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Presidi Slow Food, da 20 anni a tutela biodiversità

Lazio > Roma

Presidi Slow Food, da 20 anni a tutela biodiversità. Domani in 100 a porte aperte, mille prodotti dell'Arca del gusto.
ROMA, 17 OTT - Due decenni di tutela della biodiversità dal campo alla tavola attraverso il riconoscimento dei Presidi Slow Food e l'operazione-salvataggio nell'Arca del Gusto.

Sono più di 100 le aziende che domani, domenica 18 ottobre - apriranno le proprie porte in occasione di "Presìdi aperti", la giornata organizzata dall'associazione della chiocciola, con sede a Bra (Cuneo), per consentire ai visitatori di scoprire produzioni di nicchia capaci di creare reddito anche nelle piccole isole o nei borghi dell'Appennino. In Italia nel 2000 i Presìdi erano 90; oggi sono 324. I produttori coinvolti erano 500, oggi sono cinque volte di più, circa 2500.

Tra questi crescono microdistretti come quello della razza bovina piemontese, ad esempio, dove da sette gli allevatori sono diventati 62; il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto (Brindisi), ha vissuto una ripresa che ha consentito di passare da una produzione di 250 a 1500 quintali. A Ustica viene invece coltivata una lenticchia dagli eccezionali valori nutrizionali: in due decenni la produzione è aumentata da 2600 a 9000 kg, e insieme anche il prezzo, da 3 a 12 euro al kg, consentendo alle persone che abitano l'isola di occuparsi di agricoltura.

Il 2020 è anche l'anno in cui in Italia si raggiunge quota 1000 sull'Arca del Gusto: il millesimo prodotto italiano è il peperoncino tri pizzi della Calabria, indispensabile per fare l'autentica 'nduja di Spilinga. Oggi, a oltre vent'anni di distanza dal primo presidio nato a Morozzo, nel Cuneese, per tutelare una centenaria "Sagra del Cappone" a rischio scomparsa, i Presìdi Slow Food sono 593, di cui 324 in Italia, mentre i prodotti segnalati sull'Arca del Gusto sono 5.327.

"Il bilancio è estremamente positivo - ha detto Serena Milano, segretaria generale della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus - in termini economici, ma anche sociali e ambientali. Uno per tutti: le emissioni generate dalle aziende agricole estensive e di piccola scala dei Presìdi sono inferiori del 30% a quelle di analoghe produzioni convenzionali".