"Oblivion" : Joseph Kosinski è un enfant prodige del cinema di fantascienza
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"Oblivion" : Joseph Kosinski è un enfant prodige del cinema di fantascienza

lunedì 15 aprile, 2013

NAPOLI, 15 APRILE 2013 - Corre l’anno 2077 e la Terra è reduce di una guerra nucleare combattuta contro gli Scavengers, una razza aliena che ha messo in ginocchio la Terra e i suoi abitanti, sbriciolando la Luna. La guerra è stata vinta dagli umani, ma il pianeta Terra è un magro trofeo, poiché è ormai invivibile e la razza umana è stata costretta a trasferirsi su Titano, satellite di Saturno. Jack Harper, è un tecnico, che vive in una stazione orbitante, insieme alla moglie e collega Viktoria, il suo compito è quello di occuparsi della riparazione dei droni, e del controllo delle trivelle, apparecchiature meccaniche che risucchiano l’acqua, ultima risorsa vitale presente sul pianeta Terra. Harper, svolge il suo lavoro con zelo e determinazione, fino a quando, il ritrovamento di una navicella spaziale precipitata, non cambia la sua visione delle cose, portandolo a conoscenza di una incredibile verità.

Buona la seconda per Joseph Kosinski, che dopo il successo al botteghino di Tron: Legacy (2010), torna a distanza di tre anni con Oblivion, una pellicola che fonde con successo azione e fantascienza, generi cinematografici decisamente alla portata del regista.

Kosinski, scommessa vincente del noto regista David Fincher, è infatti riuscito a superare le aspettative del pubblico, cosa piuttosto rara quando si parla di Sci-FI movie.[MORE]

Il punto di forza di Oblivion è quello di lasciarsi sottovalutare finché lo spettatore, già dopo una manciata di minuti, capisce che non si trova davanti al classico film di fantascienza, ma a qualcosa che va oltre ogni preconcetto, a qualcosa che richiama alla memoria capolavori cinematografici come Blade Runner ed editoriali come i libri di Philip K. Dick.

Inizialmente il film  conquista con il potere delle immagini, rese possibili non solo grazie allo strausato Green Screen, ma anche grazie a tanta genialità e cura dei particolari. Oblivion è stato girato tra gli Stati Uniti e le lande desolate di un cratere islandese; ogni alba, ogni tramonto ed ogni crepuscolo è stato “rubato” dalle telecamere della troupe e poi proiettato su dei pannelli posizionati attorno la tecnologica “torre” orbitante, per creare un effetto di luce autentico, che accarezza i protagonisti rendendo il tutto magneticamente accattivante.

A conquistare ancor di più lo spettatore è la tecnologia futuristica creata apposta per il film, basti pensare, infatti, alla genesi del velivolo guidato dal protagonista: la “Bubble Ship”, un incrocio tra un Jet e una navicella, progettato e costruito in dimensioni reali dal designer Daniel Simon, già creatore delle “Light Cycle” di Tron: Legacy.

Ciò che rende straordinario Oblivion, non è solo la realizzazione certosina, ma anche la trama, che dopo un iniziale linearità subisce un rapido cambiamento di rotta, dirigendoci, insieme al protagonista, alla ricerca di verità extraplanetarie. Gli alieni ci sono ma non si vedono, un particolare che esula dal cinema “spilberghiano” e che porta Oblivion ad avere una propria identità concettuale. La storia si svolge dopo l’ invasione aliena, ciò che fa trama è quindi lo scontro subdolo e cerebrale tra due grandi intelligenze, quella extraterrestre e quella terrestre. Come recita la tag-line del film, per gli umani “la Terra è un ricordo per il quale vale la pena combattere”, per gli alieni, invece, è un ricordo che vale la pena cancellare. Verità e inganno sono alla base di tutto, ma riuscire a distinguerli è opera dello spettatore attento, che deve necessariamente riflettere durante l’entusiasmante scorrere dei fotogrammi.

Oblivion ha un concept e un setting all’altezza di molti registi veterani del genere, e un film con simili attributi non poteva non essere interpretato da uno stuntman di natura come Tom Cruise. Quest’ultimo, infatti, ha confermato il suo talento come risolutore di “Mission Impossible”, richiamandoci alla memoria anche il detective John Anderton di Minority Report. Convincenti anche le due quote rosa del cast Andrea Riseboroug e Olga Kurylenko, eccellente e saggio come sempre, invece, il premio Oscar Morgan Freeman.

Impossibile non ringraziare il regista per aver deciso di trasformare questo gioiellino della fantascienza, ideato e realizzato con grande perizia, in un film, piuttosto che una graphic novel per la casa editrice Radical Comics.

Concludiamo, dunque, con un plauso a Joseph Kosinski che, a soli trentanove anni e un solo progetto registico alle spalle, è riuscito a dirigere il miglior film di fantascienza degli ultimi tempi, grazie ad un mix geniale di special effects, tecnologie, trama ed ending criptico.

Aspettiamo con ansia il suo prossimo capolavoro, dopotutto si sa, non c’è due senza tre.

Titolo originale: Oblivion
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2013
Durata: 135 min
Genere: Azione, Fantascienza, Drammatico
Regia: Joseph Kosinski
Soggetto: Joseph Kosinski, Arvid Nelson
Sceneggiatura: Joseph Kosinski, William Monahan, Karl Gajdusek, Michael Arndt
Produttore: Joseph Kosinski, Peter Chernin, Dylan Clark, Duncan Henderson, Barry Levine
Produttore esecutivo: Jesse Berger, Dave Morrison
Casa di produzione: hernin Entertainment, Ironhead Studios, Radical Pictures, Truenorth Productions, Universal Pictures
Interpreti e personaggi: Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau, Zoë Bell, Melissa Leo

Marcella Cerciello [www.cinemarcy.blogspot.it]


Autore
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