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New York, a passeggio nell'oasi nata dalla megadiscarica

Lazio > Roma

NEW YORK ( U.S.A.) 9 NOVEMBRE 2020 - “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, declamavano i celebri versi di una canzone di Fabrizio De André. 

E i fiori sono nati, pure tanti, da qualcosa di ancora meno poetico del letame, ovvero da tonnellate di rifiuti inquinanti. Questi ultimi, giacciono a New York nella discarica di Fresh Kills Landfill, dopo essersi accumulati dal 1948 al 2001. Probabilmente la più grande discarica del mondo, uno scenario fatto di veri e propri grattacieli di spazzatura, beffardamente in linea con la famosa skyline dei grattacieli newyorkesi. 

Un progetto di rigenerazione ambientale ha però fatto nascere progressivamente - dopo la chiusura -  un’attraente, grande oasi verde. E’ stato piantato un rilevante numero di i piante autoctone che ha dato vita a un invidiabile habitat, che ha calamitato un gran numero di uccelli, piccoli mammiferi e anfibi. Il terreno è stato inoltre bonificato con tonnellate di terra ricca di ferro, su cui sono stati piantati i numerosi alberi e creati laghi artificiali. 

Per rendere frequentabile l’area, si è anche creata una complessa rete di tubazioni per incanalare i gas  e indirizzare l’acqua piovana lontano dalle colline, al cui interno vi sono ovviamente ancora i rifiuti. Ora i tempi sono maturi per la fruizione già dalla prossima primavera, da parte dei newyorkesi, di una parte di quest’area vastissima. 

Ci vorranno però ancora parecchi anni perché la fruizione di questo nuovo parco, tre volte più grande di Central Park, possa essere totale. Già da ora, però, ci si può accostare all’area senza essere investiti dagli odori mefitici di un tempo e senza rischi per la propria salute. 

Un esempio illuminante della cosiddetta economia circolare, in grado di riciclare non solo i beni, ma anche i luoghi. La discarica di un tempo è ormai pronta per la sua nuova vita, quella di  Freshkills Park, un’oasi naturalistica che poggerà su 150 milioni di tonnellate di rifiuti.   


RAFFAELE BASILE

(foto liberamente tratta dal web di Central Park)