La "Mantide" e l'omicidio Brin: Gigliola Guerinoni torna in libertà dopo 26 anni
ROMA, 13 MARZO 2014- Molti la ricordano per il suo soprannome, la “mantide di Cairo Montenotte”. Aveva 43 anni quando venne condannata per l’omicidio dell’amante, il farmacista Cesare Brin. Oggi Gigliola Guerinoni, che di inverni sulle spalle ne porta 69, è di nuovo una donna libera.
Era affascinante, bella, probabilmente profondamente inquieta. L’anagrafe la conosce inizialmente con il nome di Anna Maria, ben presto mutato in Gigliola, forse perché più dolce e suadente, sicuramente da lei più apprezzato. Gallerista, amante dell’arte, Gigliola ha vissuto diversi amori, l’ultimo dei quali terminato tragicamente. È il 1987 quando il suo nome viene iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio di Cesare Brin, suo facoltoso amante ucciso all’età di 57 anni. Brin era scomparso il 12 agosto di quell’anno. Il suo cadavere fu rinvenuto bruciato in una discarica. Tuttavia Gigliola Guerinoni non era nuova ai tribunali. L’anno prima il marito Pino Giustini era venuto a mancare misteriosamente. La tesi dell’accusa era che la Guerinoni non avesse dato assistenza al marito malato, evitando di procurargli i medicinali di cui aveva bisogno. La “Mantide” viene comunque assolta dall’accusa di omicidio del marito, ma condannata a 26 anni per quello di Cesare Brin.
26 anni dopo Gigliola ha scontato la sua pena. A restituirle la libertà è stato il tribunale di sorveglianza di Roma, accogliendo l’istanza dell’avvocato Nino Marazzita. Secondo quanto si legge negli atti, la Guerinoni avrebbe “mantenuto un comportamento sufficientemente partecipativo durante l'affidamento in prova ai servizi sociali dedicandosi con continuità al proprio lavoro, aderendo alle prescrizioni senza mai assumere atteggiamenti polemici, mostrandosi intenzionata a raggiungere obiettivi leciti e socialmente condivisi”. Da qualche anno Gigliola Guerinoni lavora come stiratrice in un convento trasformato in albergo vicino a piazza Navona, mentre la sera doveva tornare in carcere a Rebibbia. Da oggi è definitivamente libera.
Federica Sterza
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