I Partigiani della Scuola Pubblica e Scuola Bene Comune a difesa dei diritti lesi dei docenti
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LAMEZIA TERME, (CZ) 19 APRI - Migliaia di insegnanti continuano ad essere colpiti fortemente da scelte politiche, oltremodo scellerate e dannose, poiché la ministra Azzolina non interviene con azioni concrete per farli tornare a casa e ricongiungerli ai loro cari. Lo rendono noto i Partigiani della Scuola Pubblica e Scuola Bene Comune facendo riferimento alla mobilità che, per il 2020 /2021, prevede una percentuale del 30% per il trasferimento territoriale e del 20% per quello professionale mentre il rimanente 50% è riservato alle nuove assunzioni.
I posti liberati dai pensionamenti di quota 100, pari a 9000 posti, sono destinati dalla ministra Azzolina esclusivamente ai vincitori di concorso e ai docenti inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento in virtù del decreto scuola n.126 del 29 ottobre 2019 violando l’articolo 465 del Decreto Legislativo 297/ 94 il base al quale il 50% dei posti disponibili in organico di diritto deve essere attribuito ai trasferimenti interprovinciali. « Ci pare beffardo – sostengono i Partigiani e Scuola Bene Comune – che i docenti danneggiati dalla legge 107/15 su diverse questioni , oggi debbano subire ancora, anche sulla mobilità».
Di fronte a quanto sta accadendo, la ministra Azzolina e il Movimento Cinque Stelle continuano a ignorare le sentenze contro il famigerato algoritmo incostituzionale che indusse migliaia di docenti a trasferirsi lontano da casa in modo indiscriminato e senza il riconoscimento del merito. La ministra, rappresentando il nuovo, avrebbe dovuto porre fine a tali ingiustizie e far rientrare a casa i docenti che hanno subito ingiustificati danni.
«Ci saremmo aspettati – affermano i Partigiani e Scuola Bene Comune - azioni risolutive e non palliativi come quello della senatrice Drago ( M5S) che pensa di proporre, in alternativa alla mancata mobilità, eventuali 400 euro sostitutivi di affetti lontani, mutui da pagare a cui si aggiungono affitti e spese di ogni genere».Invece sarebbe opportuno riconoscere il responso delle sentenze secondo le quali i docenti spediti illegittimamente in sedi lontane devono rientrare. A questo punto, dopo che il Tar ha riconosciuto il danno arrecato ai docenti, bisogna evitare che i vincitori del concorso siano posti a scelte realistiche pur sapendo che docenti con esperienze pluriennali non riescono ancora a tornare a casa.
Qualche giorno fa è uscita una interessante sentenza del Tribunale di Palmi che riconosce l’illegittimità del vincolo quinquennale al quale era sottoposto il ricorrente. Lo stesso aveva partecipato al concorso del 2018 e in due momenti distinti venivano pubblicate due graduatorie: una prima del 31 agosto 2018 e un’altra entro il 31 dicembre. Chi si trovava nel primo gruppo di graduati, al momento dell’assunzione, non è stato sottoposto a vincolo a differenza di chi si trovava nel secondo gruppo. Da qui il ricorso naturalmente vinto. «Ma si può continuare a vedere lesi così i propri diritti – concludono i Partigiani e Scuola Bene Comune - e a dover far ricorso sempre alla legge, con evidenti danni anche economici?».
Lina Latella Nucifero