Festival di Roma, Entre nos: amici con la crisi del decimo anno
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Festival di Roma, Entre nos: amici con la crisi del decimo anno

venerdì 15 novembre, 2013

FESTIVAL DI ROMA, IN CONCORSO: ENTRE NOS DI PAULO E PEDRO MORELLI, LA RECENSIONE. La storia di amici che si rivedono a distanza di dieci anni, con più di una piccola bugia, si distingue per naiveté e si dimentica per lo scandaglio emotivo troppo superficiale. [MORE]

Sono giovani, e se la godono in un casale di campagna isolato, tra innocenti licenziosità, alcol e qualche canna: uno scenario da Decameron brasiliano. E sanno anche raccontare storie – tutti aspiranti scrittori - e soprattutto trovare le parole raccontarsi: decidono di scrivere ognuno una lettera a se stesso, per quanto i soliloqui tendano sempre a diventare dialoghi, seppellire l’epistolario in una cassetta e dissotterrare il tutto distanza di dieci anni. Ma dieci anni dopo, appunto, il gruppo dei sette è decimato: il convivio si era concluso con un tragico incidente stradale che aveva tolto la vita a Rafa mentre era in macchina col migliore amico Felipe. Nel 2002, quando la comiativa si riunisce, il sopravvissuto è diventato uno scrittore di successo, la padrona di casa – che dalla sauna, ipotizziamo miliardaria – è sempre bella, sempre single, qualche coppia si è formata, ma non secondo quella che era parsa la direzione delle frecce di Cupido un decennio prima, qualcun altro maschera la sfiga. Le parole vengono tolte alla polvere, ed insieme alle lettere piene di vermi, dal terreno emerge qualche sogno non realizzato.

ENTRE DAWSON E KASDAN - Film generazionale dal racconto agile, senza sicumera e d’immediata identificazione, Entre nos dei brasiliani Paulo e Pedro Morelli, padre e figlio, ha dalla sua una naivetè non meno pericolosa delle relazioni tra amici in un gruppo. Se la scorrevolezza è una qualità, l’affrettato straripare di certe piccole bugie tra amici – ed a proposito, il recente film francese, con altra tempra, aveva fatto qualcosa di simile – sembra troppo muscolare, così come qualche effusione rasenta la soap - se non il telefilmetto appassionato dei young Americans – e qualche volto è fin troppo fotogenico. Si disseminano qua e là sveltine e nudi, agnizioni ed intuizioni cascano un po’ dal nulla, le metafore – come quella dell’insetto a pancia in su, con tanto di letterale citazione kafkiana – sono fin troppo smaccate, per far digerire meglio metamorfosi che in meno di 100 minuti non sarebbe facile, per un film corale, raccontare con dovizia. Rilucono anche le immagini, coi bei campi lunghi della vallata, più verde dell’età che porta le prime rughe e trascina malesseri, così come la colonna sonora infarcita di archi ha più armonia della comitiva che lava i panni sporchi. Come per i protagonisti, pare che per i registi ci sia un sogno diventato cruda realtà col passare del tempo: il sogno si chiamava, forse, Il grande freddo (1983) di Lawrence Kasdan, spaccato della generazione sessantottina che spaccava, ma in Brasile fa troppo caldo, ed i sentimenti si riscaldano con molta facilità, un effetto micro-onde meno dirompente d'un vero fuoco creativo. Tutto sta nella calibratura tra fuoco e fuori fuoco, tra zoomate su micro-situazioni ed allontanamento da altre. Anche visivamente, la tecnica fotografica è abusata: forse necessario, quando conta rilevare il gioco di sguardi.

Naturale che al Festival di Roma Entre nos abbia suscitato applausi, ma allo stesso tempo il commento, più svilente di quanto non appaia, di “carino”, che lascia intendere l’apprezzamento – meritato – per l’affabulazione sudamericana e per la carnalità dell’hic et nunc dei fatti, con tanto di venatura thriller, specie per la presenza incombente del fantasma di Rafa che infesta la memoria come un ghost writer; ma ne vien fuori anche la difficoltà di veri affondi nella testa e nel cuore, dei personaggi come dello spettatore. Lo si “legge” con piacere, ma scommettiamo che tra dieci anni non lo disseppelliremo?

GENERE: Drammatico
REGIA: Pedro Morelli, Paulo Morelli
ATTORI: Caio Blat, Carolina Dieckmann, Maria Ribeiro, Martha Nowill, Júlio Andrade
FOTOGRAFIA: Gustavo Hadba
MONTAGGIO: Lucas Gonzaga
PRODUZIONE: O2 Filmes
PAESE: Brasile 2013
DURATA: 97 Min
FORMATO: Colore

 Antonio Maiorino
Critico cinematografico e d'arte
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