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Diocesi Crotone, chiediamo perdono Dio per tragedia migranti

Calabria > Crotone

CROTONE, 31 AGO - "La tragedia che si è consumata ieri a largo della costa di Praialonga nel Comune di Isola Capo Rizzuto scuote profondamente le nostre coscienze di uomini e di credenti e ci spinge a chiedere perdono a Dio per questa ennesima tragedia dell'emigrazione". 

A scriverlo, in una nota riportata dal Sir, è l'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. "L'intera comunità diocesana piange per la morte di questi nostri tre fratelli migranti, dei quali pur non conoscendo i nomi, intuiamo la tragica storia di sofferenza, e spera che i dispersi (o il disperso) siano ritrovati salvi". 

La diocesi è "vicina agli uomini della Guardia di Finanza rimasti feriti nelle operazioni di soccorso" e su sente "in dovere di ringraziare e di lodare tutti gli uomini e le donne dello Stato, delle associazioni di volontariato e del personale medico e paramedico per la dedizione con cui si stanno adoperando nei soccorsi dei superstiti e nella ricerca dei dispersi". 

Per la diocesi calabra, "proprio il prendersi cura del prossimo, senza distinzione di razza, lingua, sesso, religione, è il valore più alto della nostra Repubblica di cui come cattolici ci sentiamo orgogliosamente ispiratori e parte integrante". "Di fronte a questi nostri tre fratelli caduti vittime nel Mediterraneo - si legge nella nota - facciamo appello al Governo italiano, alla Commissione europea e alla comunità internazionale perché non lascino nulla di intentato nel favorire l'accoglienza dei migranti e la risoluzione dei conflitti interni ai loro Paesi che li costringono alla fuga". 

Nella nota si evidenzia "l'aria d'odio e d'indifferenza che si respira sui social" e "ci preoccupa e rammarica sapere che anche tra chi si professa cristiano e cattolico ci si abbandoni a giudizi e a considerazioni che rasentano il razzismo". Piuttosto, "riteniamo che l'odio e l'indifferenza nei confronti dei migranti, sia contrario all'autentica pietà cristiana". 

Come chiesa diocesana "presentiamo a Dio, tutte le vittime innocenti delle disuguaglianze mondiali - si legge ancora - e incoraggiamo, con rinnovato slancio, a favorire nel nostro territorio percorsi di integrazione, di fratellanza e di tutela dei più fragili e dei più poveri, perché nessuno tra di noi abbia a soffrire e a sentirsi escluso e scartato".