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Covid: cure a casa, una scala a punti definisce stato paziente

Lazio > Roma

Covid: cure a casa, una scala a punti definisce stato paziente. Misura parametri, malati divisi in tre categorie rischio.
ROMA, DEC 1 - Una scala con parametri precisi per quantificare la gravità del quadro clinico del paziente Covid al domicilio e la sua evoluzione. È definita Mews (Modified early warning score) ed è quella che i medici di famiglia prenderanno in considerazione per la gestione domiciliare dei pazienti e per classificarli in tre distinte fasce di rischio.

Ad indicarla è la circolare del ministero della Salute sulle cure a casa. Per rendere omogenea e confrontabile la valutazione iniziale del paziente, spiega la circolare, è importante utilizzare uno 'score', ovvero un punteggio, che tenga conto della valutazione di diversi parametri vitali. Uno degli score utilizzabili, "anche al fine di adottare un comune linguaggio a livello nazionale è il Mews, il quale ha il pregio di quantificare la gravità del quadro clinico osservato e la sua evoluzione, pur dovendosi tenere in conto eventuali limiti legati, per esempio, alla valutazione dello stato di coscienza in soggetti con preesistente deterioramento neurologico".

Il Mews, in associazione al dato del saturimetro per la misurazione dell'ossigeno nel sangue a riposo o sotto sforzo, può essere utilizzato oltre che nella valutazione iniziale anche durante il periodo di follow-up. L'instabilità clinica è correlata all'alterazione dei parametri fisiologici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura corporea, livello di coscienza, saturazione di ossigeno) e permette di identificare il rischio di un rapido peggioramento clinico o di morte.

Attraverso la scala Mews, i pazienti vengono stratificati nei seguenti gruppi di rischio: rischio basso / stabile (score 0-2); rischio medio / instabile (score 3-4); rischio alto / critico (score 5). "La valutazione dei parametri al momento della diagnosi di infezione e il monitoraggio quotidiano, anche attraverso approccio telefonico, soprattutto nei pazienti sintomatici lievi è fondamentale poiché - si legge nella circolare - circa il 10-15% dei casi lievi progredisce verso forme severe".