Coronavirus: oltre 14 mila operatori sanitari contagiati
Salute Lazio Roma

Coronavirus: oltre 14 mila operatori sanitari contagiati

venerdì 10 aprile, 2020

Coronavirus: oltre 14 mila operatori sanitari contagiati. Fnomceo, caduti nel vuoto appelli a Conferenza Regioni-assessori
ROMA 10 APR - Sono oltre 14 mila gli operatori sanitari contagiati dal coronavirus. Lo rende noto la Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo) sulla base dei dati dell'Istituto Superiore di Sanità.

 "Qui non si tratta di individuare le responsabilità e additare i colpevoli. L'obiettivo è capire dove si è sbagliato, porre rimedio agli errori ed evitare di ripeterli in altri contesti", dice il presidente Filippo Anelli rilevando che "i ripetuti appelli della Fnomceo alla Conferenza delle Regioni, agli Assessori alla Salute, per mettere in sicurezza gli operatori sanitari sono caduti in larga parte nel vuoto".

Anelli riferisce che "la lettera della Federazione lombarda degli Ordini ha avuto risposte ufficiali cariche di disappunto, affiancate da risposte informali sui social con toni di dileggio. Risposte che rivelano, oltretutto, la scarsa informazione sui sistemi sanitari di chi, quei sistemi, è chiamato a governare".

Il presidente di Fnomceo indica in particolare un video dove la Federazione degli Ordini Lombardi, Ente sussidiario dello Stato, viene definita come un 'sindacato minore'. "Anzi - dice - così affermando, l'autore del video, il Presidente della Commissione Sanità della Lombardia, sembra dimostrare di non conoscere neppure la Costituzione e le altre Leggi dello Stato, che pongono i sindacati a tutela dei diritti dei lavoratori e gli Ordini a salvaguardia dei diritti dei cittadini, correlati con l'esercizio della professione". Nel suo duro j'accuse, Anelli ricorda che "il diritto alla salute dei cittadini non è disgiunto dal diritto alla sicurezza degli operatori sanitari".

"Invece oggi piangiamo i nostri morti. Morti che danno fastidio alla politica, che trova più facile voltarsi dall'altra parte anzichè guardare a viso aperto e riconoscere gli errori, per evitarli in futuro". "Le nostre lacrime hanno scavato solchi, che diventano fratture tra ciò che i cittadini chiedono, e i professionisti vogliono continuare a garantire, e ciò che la politica risponde", e conclude: "E' necessario colmare questo solco, e questo può essere fatto solo se si antepongono gli obiettivi di salute a quali di bilancio.

Occorre affidare la Sanità a chi ne ha le competenze, ai medici, ai professionisti della Salute, rappresentati dai loro Ordini. Occorre riaffidarla alla guida sicura e unitaria dello Stato, perché non aumentino le disuguaglianze tra i cittadini".


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