Calabria, boom del gioco d’azzardo nel 2025: oltre 6 miliardi spesi, cresce il rischio infiltrazioni mafiose
Dati allarmanti: aumento della spesa e record negativo per la provincia di Cosenza
Nel 2025 il gioco d’azzardo in Calabria ha raggiunto cifre impressionanti, superando i 6 miliardi di euro. Secondo i dati del Ministero dell’Economia rielaborati da Libera, la spesa complessiva si attesta a 6.172.265.586 euro, in netto aumento rispetto ai 5,7 miliardi del 2024.
Un dato che evidenzia una crescita costante e preoccupante, soprattutto se si considera che la spesa media pro capite ha raggiunto i 3.377 euro annui, includendo anche i minori, per i quali il gioco è vietato.
Classifica delle province: Cosenza in testa per volume di gioco
L’analisi territoriale mostra una distribuzione significativa del fenomeno:
- Cosenza: oltre 2,1 miliardi di euro, la più alta in Calabria
- Reggio Calabria: circa 1,85 miliardi di euro
- Catanzaro: oltre 1,08 miliardi di euro
- Crotone: circa 537 milioni di euro
- Vibo Valentia: circa 522 milioni di euro
La provincia di Cosenza si conferma dunque la più esposta, con numeri che rappresentano un vero e proprio campanello d’allarme per il territorio.
Gioco d’azzardo e criminalità organizzata: il ruolo della ‘ndrangheta
Uno degli aspetti più critici riguarda il legame tra gioco d’azzardo e mafie, in particolare la ’ndrangheta, che continua a sfruttare questo settore come fonte di guadagno.
Secondo Libera, il gioco rappresenta una vera e propria economia parallela, in cui le organizzazioni criminali:
- riciclano denaro proveniente da attività illecite
- impongono forniture (come le slot machine) agli esercenti
- praticano usura verso i giocatori in difficoltà
- estorcono denaro ai vincitori
- manipolano apparecchi e sistemi di gioco
- investono tramite società apparentemente legali
Il settore dell’azzardo legale e illegale diventa così una “grande roulette” finanziaria, dove si intrecciano interessi economici e criminali.
Il dossier Azzardomafie: 39 clan coinvolti in Calabria
Il fenomeno è confermato anche dal dossier “Azzardomafie”, che analizza le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia tra il 2010 e il 2024.
I dati parlano chiaro: sono 39 i clan censiti coinvolti nel business del gioco d’azzardo, operando sia nel circuito legale che in quello illegale.
Un numero che evidenzia la profondità dell’infiltrazione mafiosa nel settore.
L’allarme di Libera: servono nuove leggi e più prevenzione
A preoccupare non è solo l’aumento della spesa, ma anche la riduzione degli strumenti di prevenzione e cura.
Secondo Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera in Calabria:
- cresce l’offerta di gioco
- diminuiscono gli interventi di contrasto e supporto
- aumentano vulnerabilità sociali come povertà e isolamento
In questo contesto, il rischio è che il gioco d’azzardo diventi una trappola sociale, favorendo ulteriormente le organizzazioni criminali.
Quali soluzioni per contrastare il fenomeno
Libera chiede interventi concreti e immediati:
- normative regionali più restrittive
- maggiore controllo sugli esercizi commerciali
- potenziamento dei servizi di prevenzione e cura
- campagne di sensibilizzazione sul rischio ludopatia
L’obiettivo è riportare al centro la dignità delle persone e il benessere delle comunità, contrastando un sistema che oggi favorisce più il profitto che la tutela sociale.
Conclusione: un fenomeno da non sottovalutare
Il dato dei 6 miliardi di euro spesi nel gioco d’azzardo in Calabria nel 2025 non è solo un numero, ma il segnale di un fenomeno in crescita che coinvolge economia, società e legalità.
Senza interventi strutturali, il rischio è che il settore continui a rappresentare una delle principali fonti di guadagno per la criminalità organizzata, con conseguenze sempre più gravi per il territorio.
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