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Processo naufragio Cutro: nuove rivelazioni su radar, soccorsi e cause delle morti

Redazione
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Processo naufragio Cutro: nuove rivelazioni su radar, soccorsi e cause delle morti
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Aggiornamenti dal processo sul naufragio di Cutro

Nel corso del processo sul naufragio di Cutro, emergono nuovi elementi che contribuiscono a chiarire dinamiche e responsabilità legate alla tragedia del 26 febbraio 2023, quando il caicco Summer Love si è infranto lungo le coste calabresi causando decine di vittime.

Durante l’udienza, particolare attenzione è stata dedicata ai presunti ritardi nei soccorsi, alla gestione dei sistemi radar e alle cause effettive dei decessi.

Guardia di Finanza e corsi di formazione dopo la tragedia

Uno degli aspetti più rilevanti emersi riguarda la decisione della Guardia di Finanza di avviare corsi di aggiornamento per gli operatori radar dopo il naufragio.

A confermarlo è stato Carlo Giordano, tecnico formatore per la società Almaviva, che si occupa della preparazione degli operatori radar del Roan di Vibo Valentia. La sua testimonianza è arrivata nel corso dell’interrogatorio condotto dagli avvocati della difesa, tra cui Marilena Bonfiglio, legale dell’ufficiale della Guardia Costiera di Roma coinvolta nel procedimento.

Questo elemento rafforza l’idea che, dopo la tragedia, siano state avviate riflessioni interne sui protocolli operativi e sulla formazione tecnica.

Radar e intercettazione del caicco: cosa è emerso in aula

Un passaggio centrale dell’udienza ha riguardato il funzionamento dei sistemi radar e la possibilità di individuare l’imbarcazione in difficoltà.

Secondo quanto dichiarato:

  • Solo i radar di Campolongo e Punta Stilo erano in grado di intercettare il caicco
  • Il radar di Campolongo ha una portata variabile tra 18 e 96 miglia
  • Il radar di Punta Stilo, più recente, ha una portata fissa di 32 miglia

Il tecnico ha inoltre spiegato il concetto di “confidence” del radar, un parametro che indica la probabilità che un bersaglio rilevato sia reale. Questo valore varia da 1 a 10, ma anche segnali con livello massimo possono non trovare conferma in mare.

Questi dettagli tecnici risultano fondamentali per comprendere le difficoltà operative e le eventuali criticità nella catena di avvistamento e intervento.

Le cause delle morti: escluso il freddo come fattore principale

Un altro punto chiave riguarda le cause dei decessi. Il medico legale Massimo Rizzo ha chiarito che il freddo non è stato la causa primaria delle morti.

Secondo la sua analisi, si tratta di un evento multifattoriale, in cui hanno inciso:

  • Annegamento
  • Traumi durante l’impatto
  • Incapacità di nuotare
  • Panico

L’ipotesi dell’assideramento è stata ridimensionata, in quanto richiederebbe tempi più lunghi rispetto a quelli compatibili con la dinamica del naufragio.

Documenti acquisiti e ruolo degli organismi coinvolti

Nel corso dell’udienza, il collegio giudicante ha acquisito documenti ritenuti rilevanti per il procedimento:

  • Il rapporto Frontex
  • La circolare 1340 della Guardia di Finanza, con alcune parti omissate per ragioni di sicurezza

Secondo il pubblico ministero Matteo Staccini, questi documenti permettono di chiarire meglio ruoli, competenze e funzioni operative all’interno del sistema di controllo e soccorso in mare.

La posizione delle ONG: “Fare chiarezza per evitare nuove tragedie”

A margine dell’udienza, le ONG costituite parte civile hanno diffuso una nota congiunta sottolineando la necessità di fare piena luce su quanto accaduto.

L’obiettivo, ribadiscono, è duplice:

  • Accertare eventuali responsabilità
  • Migliorare i sistemi di intervento per prevenire nuove tragedie nel Mediterraneo

Un processo chiave per il futuro dei soccorsi in mare

Il processo sul naufragio di Cutro rappresenta oggi un passaggio cruciale non solo per stabilire responsabilità individuali, ma anche per valutare l’efficacia dei sistemi di monitoraggio, soccorso e coordinamento nel Mediterraneo.

Le testimonianze tecniche e medico-legali emerse in aula stanno contribuendo a costruire un quadro più chiaro, con possibili implicazioni anche sulle future politiche di sicurezza marittima e gestione dei flussi migratori.


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