Cronaca

"Yara e' nel cantiere Mapello. Ho paura": questo il testo della lettera anonima recapitata oggi

BERGANO, 8 GENNAIO - Gli inquirenti escludono che si possa tornare a ispezionare l'area del cantiere Mapello, dove secondo una lettera anonima giunta oggi al quotidiano 'L'Eco di Bergamo' si troverebbero i resti della piccola Yara: "Il cantiere e' gia' stato controllato abbondantemente dai carabinieri - dicono alla Squadra mobile di Bergamo -. Non e' detto che con loro non si possa concordare un nuovo intervento, vedremo". "Yara e' nel cantiere Mapello. [MORE]

Ho paura": questo il testo della lettera anonima recapitata oggi alla redazione dell'Eco di Bergamo. Fin dai primi giorni della scomparsa della ragazza, sono state centinaia le telefonate, spesso anonime, arrivate agli investigatori per dare indicazioni e consigli, che non hanno portato a niente. La lettera di oggi ha la particolarita' di essere stata scritta, con il classico metodo di chi non vuole essere rintracciato: lettere ritagliate da riviste e incollate su un cartoncino nero formato A5 fino a formare appunto la scritta "Yara e' nel cantiere Mapello ho paura". Il tutto e' stato poi spedito alla redazione Cronaca del quotidiano bergamasco. Il timbro e' "Milano Borromeo", ma non significa che sia stato spedito dal capoluogo lombardo, visto che si tratta di un Centro di meccanizzazione postale dove finiscono anche lettere partite da Bergamo e destinate a Bergamo. La polizia scientifica ha rilevato le impronte digitali sulla busta e sul messaggio poi ha sequestrato la lettera.

L'area indicata e' vasta circa 60.000 metri quadrati che fino a pochi anni fa ospitava la raffineria "Sobea" e dove ora il Gruppo Lombardini sta realizzando un nuovo centro commerciale, a ridosso della provinciale Briantea tra Bergamo e Lecco e al nuovo svincolo dell'Asse interurbano di Bergamo. In quel punto gli inquirenti sono arrivati per la prima volta il 29 novembre, guidati dai cani dal "fiuto molecolare", che all'uscita dal centro sportivo di Brembate Sopra hanno puntato direttamente sulla strada per Mapello. Da allora il cantiere e' stato controllato e ispezionato per giorni e giorni, i pozzetti svuotati, le gettate di cemento realizzate dopo il 26 novembre analizzate in profondita' con i georadar, sempre senza risultato. Un ripostiglio che i cani avevano indicato con insistenza e' stato posto sotto sequestro, vi sono stati prelevati campioni di Dna che non sono risultati utili e ora dissequestrato. I cento dipendenti sono stati a lungo controllati, e tra loro c'era anche quel Mohammed Fikry poi arrestato sulla base di un'errata traduzione di una conversazione al telefono, e quindi scagionato. Ora ne riparla la lettera anonima, che, tengono a specificare in questura, "e' uno dei tanti messaggi arrivati dall'inizio della vicenda". E chissa' che non si debba tornare a riaprire quella cancellata.
(Agi)