Politica

Vertice Renzi - Mattarella: possibile slittamento referendum al 6 Novembre

ROMA – Il referendum costituzionale riguardante la riforma Renzi-Boschi potrebbe slittare agli inizi di Settembre. Sembrerebbe questa la via paventata dal vertice tenutosi Giovedì 7 Luglio al Quirinale, dove il premier Matteo Renzi e il presidente Sergio Mattarella si sono incontrati ufficialmente per discutere del prossimo vertice Nato. 

La discussione sembrerebbe essere virata anche su temi nazionali, particolarmente sulla questione referendum. Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani, ha proposto, negli ultimi giorni, lo scorporo e suddivisione dei quesiti referendari, per permettere l'approvazione di alcune parti della riforma e la bocciatura di altre più spinose. Idea sponsorizzata da Scelta Civica tramite il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. Ma i numeri non bastano: sarebbero necessarie le voci del PD e dell'intera maggioranza per dare una vera credibilità alla proposta.

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Proprio questa suddivisione in diversi quesiti referendari dà adito ad un possibile slittamento delle votazioni. Attualmente, la Cassazione non ha autorizzato il Governo alla scelta di una data, e quest'ultima potrebbe slittare se la corte dovesse ricevere una diversa indicazione sui quesiti. Una nuova possibile data per le votazioni potrebbe essere dunque il 6 Novembre.

La strategia per Renzi parrebbe unica: continuare la campagna elettorale per il referendum e vincerlo. La ratificazione del Patto di Stabilità gioverebbe ai toni della campagna, rilassandoli in parte e dando più spazio agli argomenti del referendum.

Le tensioni sono forti al momento nel governo, già al centro di forti critiche per l'inchiesta che vede coinvolto il Ministro dell'Interno Angelino Alfano. I numeri al Senato vacillano e il NCD minaccia possibili crisi di governo. Si prospetta una difficile campagna elettorale per Renzi, che ha già delineato le possibilità per ogni risultato del referendum.

Sebbene abbia ricevuto il sostegno da parte del Financial Times e del Economist, i sostenitori del No, in primis il Movimento 5 Stelle e l'opposizione tutta, promettono battaglia senza esclusione di colpi sul referendum che si è rivelato il più grande passo per la leadership di Renzi.

Leonardo Cristiano

immagine da: espresso.repubblica.it