Economia

Un piccolo centesimo può valere una fortuna

TORINO, 29 GENNAIO 2013 - Con l’entrata in vigore dell’euro, per tutti noi italiani e cittadini delle afferenti nazioni all’interno dell’Ue quelle microscopiche monete dal colore rosato non hanno mai destato interesse più di tanto, anche perché il loro valore, come tutti ben sanno, è poco rilevante.

Il più volte capita che tanti esercenti omettano di dare il resto se si tratta di qualche cent o perché siamo noi stessi a dargli poco importanza. Ma da oggi si presterà molta più attenzione, dato che un lotto di monetine coniate male nel 2002, potrebbe valere tantissime banconote. [MORE]

Anziché esserci stampato in rilievo il Castel del Monte, sito ad Andria, nella regione Puglia, vi è la Mole Antonelliana, monumento emblema di Torino che invece risulta essere impressa su quelle da due centesimi. Accortasi del grave errore, nello stesso 2002, la Zecca le ritirò e distrusse l’intera produzione, ma pare che un centinaio siano ancora in circolazione.

Questi ambiti spiccioli valgono una fortuna, la Bolaffi, casa d’aste torinese, li definisce «il Gronchi rosa dell’euro», e ha fatto sapere di esserne venuta in possesso di sei, ma in giro ce ne sono ancora un bel po’. La base d’asta per ciascuna partirà da 2500 euro, quindi ora caccia alle monetine tanto odiate.

Controlli iperanalitici ovunque, dai portafogli a borsellini, all’interno di borse, abiti e cappotti. Senza dubbio, le minuscole monete per caso fortuito allieteranno la condizione economica di qualche poco attento consumatore.

Rosalba Capasso

(fonte: www.lastampa.it)