Scienza & Tecnologia

Trivelle: Ministero Sviluppo Economico propone stop nel Mar Ionio

ROMA, 10 GENNAIO – Il Ministero dello Sviluppo economico ha messo a punto un emendamento al dl semplificazioni denominato “blocca-trivelle”, che prevede appunto la sospensione per un termine massimo di tre anni dei permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché dei procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. In virtù di tale moratoria sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti, in particolare sospendendo i tre permessi relativi al Mar Ionio recentemente approvati dallo stesso CdM.

Abbracciando le posizioni espresse dai comitati “no-triv”, particolarmente sentite soprattutto in Puglia, il MISE ha deciso inoltre di proporre, per il futuro, che le attività upstream (ovvero tutti quei processi operativi da cui ha origine la produzione di gas naturale, olio combustibile e petrolio) non rivestano carattere “strategico e di pubblica utilità”, né di “urgenza e indifferibilità”; si prevede, poi, l’introduzione di un piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (ptesai) – strumento già in programma da tempo e proposto anche nel corso delle precedenti legislature – nonché la rideterminazione di alcuni canoni concessori. Il piano in questione andrà comunque definito e condiviso con Regioni, Province ed Enti Locali, al fine di individuare le aree idonee alla pianificazione ed allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale e quelle non idonee a tali attività. Ciò dovrebbe servire ad assicurare la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e per accompagnare la transizione del sistema energetico nazionale verso la decarbonizzazione.

La nota ministeriale è stata accolta con grande soddisfazione del Governatore pugliese Michele Emiliano: “La nuova decisione del governo mi riempie di gioia. Adesso, però, speriamo che non facciano altri pasticci e che sappiano cosa fare per disinnescare la bomba da essi stessi lanciata”. Velatamente, Emiliano ha fatto riferimento alla possibilità che la proposta ministeriale subisca degli intoppi e ciò in primis potrebbe essere dovuto al fatto che la maggioranza vorrebbe inserire tali disposizioni nel dl semplificazioni e che dunque, in quanto emendamento, la proposta potrà essere ammessa soltanto se non ritenuta estranea all’oggetto del disegno di legge in discussione in Parlamento. A tal proposito, in effetti, da progetto di riforma di alcuni procedimenti amministrativi – e partendo dal codice degli appalti – il dl semplificazione è divenuto nelle ultime settimane una sorta di “provvedimento omnibus”, essendone già stati approvati emendamenti riguardanti le materie più variegate, dalla proroga al prestito ponte per Alitalia a quella riguardante i debiti delle pubbliche amministrazioni, fino ad arrivare alle norme anti-xylella (per tutelare gli ulivi pugliesi) ed alla regolamentazione dell’IRES per il settore no-profit e si parla addirittura di alcune proposte di modifica dei poteri e delle competenze dell’ANAC. Pertanto, nonostante la disparità delle materie già trattate dall’attuale testo in discussione, è possibile che la strada scelta dal governo per l’introduzione dello stop alle trivelle non sia quella giusta e che dalla riunione che si terrà la prossima settimana fra le Commissioni parlamentari Affari Costituzionali, Lavori Pubblici e Comunicazioni emerga l’inammissibilità dell’emendamento.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: bari.repubblica.it