Calabria. Sequestrato impianto di distribuzione carburanti
Sequestrato distributore di carburanti nel Cosentino, cinque denunciati per presunto inquinamento ambientale
Indagini sul Tirreno cosentino: contestate gestione illecita dei rifiuti e gravi violazioni ambientali lungo il fiume Noce
Si ricorda che, ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione italiana, tutte le persone coinvolte nelle indagini devono essere considerate innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.
Sequestro di un impianto di distribuzione carburanti sulla costa tirrenica cosentina
Nuovo intervento a tutela dell'ambiente nel Tirreno cosentino. Su delega della Procura della Repubblica di Paola, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Scalea hanno eseguito il sequestro di un impianto di distribuzione carburanti situato lungo la costa tirrenica della provincia di Cosenza.
L'operazione è il risultato di un'attività investigativa finalizzata a verificare il rispetto della normativa ambientale e delle disposizioni in materia di gestione dei rifiuti e degli scarichi. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero state riscontrate numerose irregolarità che avrebbero provocato un grave inquinamento ambientale con potenziali conseguenze sull'ecosistema del fiume Noce.
Contestato un presunto inquinamento del fiume Noce
Le indagini hanno evidenziato un presunto sistema di scarichi industriali e fognari non depurati che raggiungevano direttamente le sponde del fiume Noce, uno dei principali corsi d'acqua della fascia tirrenica calabrese.
In particolare, secondo gli investigatori, le acque meteoriche di dilavamento, contaminate da idrocarburi, oli minerali e metalli pesanti, venivano convogliate nel corso d'acqua attraverso una condotta interrata lunga circa 130 metri.
Gli accertamenti avrebbero inoltre rilevato la totale assenza di manutenzione dell'impianto di depurazione, risultato privo della necessaria Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), elemento fondamentale per lo svolgimento di attività che producono scarichi potenzialmente inquinanti.
Le violazioni riscontrate dai Carabinieri Forestali
Nel corso delle verifiche, i militari avrebbero accertato ulteriori presunte irregolarità, tra cui:
- gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi;
- assenza del registro di carico e scarico dei rifiuti;
- vasche di depurazione completamente sature;
- presunti scarichi fognari abusivi;
- mancata conformità alle normative in materia di sicurezza antincendio.
Secondo la Procura, tali criticità avrebbero determinato un elevato rischio per l'ecosistema fluviale, compromettendo la qualità delle acque e l'ambiente circostante.
Sequestrati impianto, condotta e tubazione di scarico
Alla luce delle risultanze investigative, i Carabinieri Forestali hanno proceduto al sequestro preventivo dell'intero impianto di distribuzione carburanti, esteso su una superficie di circa 1.000 metri quadrati, oltre alla condotta interrata e alla tubazione utilizzata per lo scarico delle acque.
Contestualmente sono state denunciate cinque persone, tra gestori, dipendenti e responsabili della struttura, nei cui confronti proseguiranno gli accertamenti dell'Autorità giudiziaria per verificare le eventuali responsabilità.
Proseguono le indagini
L'inchiesta della Procura della Repubblica di Paola proseguirà nei prossimi mesi per ricostruire nel dettaglio le modalità di gestione dell'impianto e accertare l'effettiva entità del presunto danno ambientale.
Presunzione di innocenza
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.
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