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Terrorismo e piano evacuazione da Kabul, 007 in campo. Salvati finora 3.350 afghani

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Terrorismo e piano evacuazione da Kabul, 007 in campo. Capo Aise sentito al Copasir. Salvati finora 3.350 afghani
ROMA, 23 AGO - Due ore di confronto, 120 minuti di audizione davanti al Copasir per il direttore dell'Aise, il generale Giovanni Caravelli, convocato per fare il punto sull'emergenza Afghanistan e sui rischi per la sicurezza dell'Italia, tema affrontato nel pomeriggio, in vista della riunione straordinaria del G7 di domani, in una riunione a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi, i ministri degli Esteri e della Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, il sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, e il direttore generale del Dis, Elisabetta Belloni.

Tra i nodi affrontati dal Copasir, in primo luogo, la corsa contro il tempo per completare, in sicurezza, il piano di evacuazione dei nostri collaboratori e dei loro familiari. Una attività che dovrà concludersi entro il 31 agosto, ma sulla quale l'intelligence sta gioco forza svolgendo una attività di monitoraggio: una sorta di "screening", in coordinamento con i colleghi statunitensi e britannici, al fine di scongiurare il rischio che tra di profughi che in questi giorni stanno sbarcando a migliaia a Fiumicino, grazie al ponte aereo approntato dalla Difesa, si possano nascondere potenziali terroristi, potenziali minacce per la sicurezza interna.

Sul punto, il numero uno dell'Aise, che in Afghanistan ha lavorato in passato da 'operativo' e quindi conosce bene il territorio e le sue dinamiche, ha esaminato le conseguenze della nascita dell'Emirato islamico anche in riferimento alle attività delle organizzazioni terroristiche che hanno consolidate basi operative in Afghanistan. Il timore degli 007 è che il Paese possa tornare in breve tempo ad essere un laboratorio dell'estremismo jihadista. Le attività di evacuazione, intanto, proseguono senza sosta.

A Roma oggi sono giunti oltre 300 profughi da Kabul, via Kuwait. Dal giugno scorso sono oltre 3.350 i cittadini tratti in salvo, 2.187 quelli già giunti in Italia (di cui 574 donne e 667 bambini) negli ultimi giorni. Altre 1.300 persone sono in attesa di partire dall'aeroporto di Kabul.

"E' una operazione molto complessa e delicata", spiega il ministro della Difesa Guerini, oggi in visita al Covi, il Comando operativo di vertice interforze. "Un lavoro di squadra grazie alla collaborazione tra i Ministeri della Difesa, Esteri, Interni e i servizi di informazione". Nella serata di ieri, nel corso di una telefonata con il Segretario della difesa degli Usa Lloyd Austin, il ministro Guerini ha ringraziato gli americani per la messa in sicurezza dello scalo afghano che "consente alle varie missioni nazionali - sottolinea la Difesa - di attuare il dispositivo di evacuazione pur in un contesto compromesso e instabile". La situazione nella capitale afghana resta, comunque, tesa e complessa. Una conferma in tal senso arriva dall'ospedale di Emergency.

"Lo staff maschile e femminile che opera nella struttura sta proseguendo nel lavoro" ma una parte dei collaboratori "sta cercando di ottenere il visto per se' e la sua famiglia per lasciare l'Afghanistan", annuncia il coordinatore medico a Kabul Albero Zanin che ha anche detto di aver comunque avuto assicurazioni da esponenti di governo dei talebani sul fatto che l'attività ospedaliera non sarà ostacolata.

I profughi giunti in Italia vengono trasferiti sul territorio, prima in luoghi per la quarantena e poi in strutture ricettive. "Da sabato abbiamo già sistemato circa mille persone negli alberghi, ovviamente senza dividere i nuclei familiari", annuncia il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Sono, invece, 206 profughi afgani, tra cui 85 minori, giunti all'alba nel soggiorno militare di via Lamarmora a Sanremo. Due le parole pronunciate in italiano da alcuni di loro: "grazie Italia". "Abbiamo bisogno di qualunque genere e tipo di materiale - afferma il presidente della Croce Rossa di Sanremo Ettore Guazzoni -.

Oggi abbiamo fornito alcuni beni di prima necessità ma visto il numero così alto di bimbi sarebbe bello ricevere in donazione dei vestitini o anche abiti per gli adulti". Nuovi arrivi anche alla base militare di Sigonella dove il numero dei profughi atterrati è salito a 662. Il primo gruppo era arrivato su un KC-10 Extender dell'U.S. Air Force dalla base aerea di Al Udeid, Qatar, poi ci sono stati altri due arrivi con altrettanti C-17 Globemaster III. Dal canto loro la Base Aviano (Pordenone) annuncia di essere "pronta a supportare, attraverso le strutture militari statunitensi in Italia, il transito di persone in partenza dall'Afghanistan verso località di reinsediamento". (Immagine di repertorio)