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Teatro Politeama, meraviglia e stupore per la Prima con l’Orchestra Filarmonica della Calabria

Calabria > Catanzaro

CATANZARO, 27 NOV. - Un caduco temporale bagna la città e abbassa di quel poco la temperatura per darle un amabile aspetto autunnale. Il Teatro Politeama “Mario Foglietti” ci accoglie con un tepore materno al quale abbiamo dovuto rinunciare per quasi due anni. L’atmosfera è delle grande occasioni: due prestanti carabinieri in alta uniforme, a guardia dell’ingresso in sala, danno un aspetto regale; la gioia del sovrintendente Gianvito Casadonte e del direttore Aldo Costa, con la quale accolgono ogni spettatore, crea un’aria di familiarità; l’ingresso di tanti ragazzi e alcuni bambini, la più piccola ha meno di un anno, porta una ventata di freschezza. Sensazioni belle e positive di cui il teatro lirico catanzarese e tutti i teatri italiani hanno bisogno per rinascere  dopo la chiusura forzata. La sala, imponente ed elegante, fra saluti distanziati e baci inviati attraverso le mascherine, lentamente si riempie all’80% della sua capienza, così come scelto dai vertici della Fondazione Politeama, che hanno rinunciato alla possibilità del sold out per ulteriore sicurezza. Torna la stagione artistica e la città si riappropria del suo teatro più grande. Non poteva esserci evento migliore per farlo: una Prima raffinata grazie al pregevole e grandioso concerto dell’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal maestro Filippo Arlia. Concerto dedicato al ventennale dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “P. Tchaikovsky”, di cui il maestro Arlia è direttore.

Dopo i saluti istituzionali, del sindaco della città Sergio Abramo, del sovrintendente della fondazione Gianvito Casadonte, del direttore Aldo Costa e del maestro Filippo Arlia, il concerto ha inizio.

L’immagine che si presenta è magnifica. Una pedana nera, con quattro livelli di altezza, a forma di teatro greco, accoglie quasi cento orchestrali: violini, viole, violoncello, contrabbasso, arpa, flauto, corni, clarinetti, tromboni, percussioni e altri ancora. Un grande telo azzurro illuminato fa da sfondo. Calano le luci e ha inizio una straordinaria prova: la perfetta sintonia fra orchestra e podio dona suoni raffinatissimi che consentono al pubblico di godere dello straordinario incontro fra le caratteristiche della musica tradizionale slava con la prassi musicale classica europea.

L’impatto emotivo è subito grande con l’esecuzione de La Moldava, poema sinfonico del 1874 composto da Bedřich Smetana che celebra la bellezza del fiume Moldava.

Grandi emozioni si vivono con il Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 1 di P.I. Tchaikovsky grazie all’esibizione al pianoforte del celebre musicista russo Boris Petrushansky, a lungo applaudito.

Forti sensazioni si provano, nel finale, con la meraviglia della conosciutissima Overture 1812 op. 49 di P.I. Tchaikovsky.

Lungo, caloroso e meritato l’applauso finale che il pubblico, visibilmente lieto, tributa a tutti i maestri che hanno saputo creare meraviglia e stupore col virtuosismo che portano in dote.

La città si riprende il Teatro e attende con ansia altri 24 spettacoli che vedranno ospiti del calibro di Claudio Baglioni, Isabella Ferrari, Fabrizio Bentivoglio, Giuseppe Zeno, Marco Bocci e tanti, tanti, altri grandi professionisti per un cartellone che abbraccerà lirica, musica, prosa, danza, cinema e altri eventi.

 

Saverio Fontana