Talerico : Due ospedali, due pronto soccorso. La sanità di Catanzaro non si sceglie a metà
Su una decisione destinata a pesare per il futuro della sanità calabrese (non solo catanzarese) il silenzio non è prudenza: è abdicazione. E io non ho alcuna intenzione di abdicare, lo dico al mio partito e lo dico alla politica catanzarese, che anche in questa occasione ha dimostrato tutta la sua debolezza e carenza di autorevolezza, che ha relegato il capoluogo di Regione ad una mera comparsata lasciando ad altri il ruolo di protagonisti della politica regionale.
Da settimane si ripete che la partita del nuovo ospedale sia una questione economica, quasi la difesa di bottega di un quartiere. È una lettura comoda e falsa. Qui non si discute del valore degli immobili o del destino di qualche esercizio commerciale della zona nord. Si discute della domanda di salute di un territorio intero e di come garantirle una risposta vicina, rapida e sicura. Chi riduce tutto a metri quadri e a rendite di posizione non difende la città ed i malati, ma si limita ad una politica spicciola, di bottega per racimolare qualche voticino.
La mia posizione è una sola, senza giri di parole: due ospedali e due pronto soccorso. Non l’uno contro l’altro. Insieme.
Il Policlinico di Germaneto e il presidio del Pugliese – li chiamo così per distinguerli sulla carta geografica – non sono due doppioni da fondere, ma due vocazioni diverse che si completano. Il Policlinico è l’università, la ricerca, la formazione dei medici di domani, il polo che guarda all’intera Calabria centrale. Il Pugliese è la clinica storica del capoluogo, quella che nell’ultimo anno ha raddoppiato gli accessi, che accoglie pazienti da ogni angolo della regione, che ha retto la sanità pubblica anche nei momenti più duri. Pretendere di comprimere due identità così distanti in un solo sito non è modernità: è un errore di programmazione che creerebbe danni a tutte le future generazioni.
Immagino un Pugliese rigenerato, non abbandonato. Il lavoro tecnico coordinato dall’architetto Cavur per il Comitato “L’ospedale al Pugliese” indica una strada praticabile: parcheggi multipiano al posto degli attuali spazi a raso, i servizi ambulatoriali concentrati nell’area del Mater Domini, un corpo di fabbrica leggero all’altezza dell’attuale Ciaccio, una nuova viabilità e il collegamento con il Parco della Biodiversità ed una nuova strada che collega Policlinico ed il Pugliese in sette minuti !
Su quella struttura confermo un pronto soccorso di secondo livello, come è oggi. A Germaneto un pronto soccorso di primo livello, integrato con il Policlinico. Due porte di accesso all’emergenza, in due aree diverse della città.
E qui viene il punto che troppi trascurano. Avere due soluzioni sanitarie collocate in aree diverse del territorio non è un vezzo campanilistico: è una scelta di sicurezza. Un’unica cittadella concentra tutto in un solo punto, con un solo pronto soccorso, una sola viabilità, un solo bacino di accesso. Basta un’alluvione, un incidente sull’unica arteria, un blocco della circolazione, e l’emergenza di un intero capoluogo si ferma. Chi conosce la nostra orografia, le nostre strade, i tempi reali di un’ambulanza tra il centro e la valle, sa che due presìdi distinti reggono meglio l’urto delle criticità di percorribilità, di trasporto e di organizzazione.
Non ci serve uno studio calato dall’alto per capirlo. Con tutto il rispetto per il Politecnico di Milano, nessun modello astratto può sostituire il giudizio di chi questo territorio lo vive. La sintesi sulla scelta migliore per la sanità catanzarese spetta al territorio e ringrazio il comitato “Ospedale Pugliese” che ha avuto il merito di riaccendere un dibattito che era morto mesi fa, in ragione delle mancate prese di posizione da parti di tutti gli attori politici.
C’è un aspetto che dovrebbe far riflettere anche i più convinti sostenitori della concentrazione. Se portassimo tutto a Germaneto non sposteremmo soltanto dei reparti: sradicheremmo il Ciaccio e la sua oncologia. I malati oncologici hanno bisogno di una struttura come l’attuale Pugliese per le visite e i controlli connessi alla loro patologia, in un contesto già organizzato attorno a loro.
La soluzione dei due presìdi copre la domanda di sanità da nord a sud del territorio calabrese. Non è un’utopia: è una scelta di programmazione, se c’è la volontà di compierla.
Fratelli d’Italia ha giustamente avvertito che una Casa della Comunità o l’ennesima RSA non potranno mai rimpiazzare ciò che il Pugliese è oggi. Concordo. Per questo apprezzo l’uscita del partito del sottosegretario Wanda Ferro, perché ci hanno messo la faccia, assumendo una posizione chiara, nel pieno rispetto del loro ruolo e dei cittadini.
E non venga qualcuno a raccontarci che sarebbe un’anomalia. A Reggio Calabria il nuovo ospedale metropolitano nasce accanto all’esistente Morelli, nella zona sud, come suo ampliamento naturale: là si valorizza ciò che c’è, non lo si demolisce. Perché proprio Catanzaro, che vanta una storia sanitaria più importante di tanti altri territori, dovrebbe essere costretta a rinunciare all’uno o all’altro presidio?
Vengo alla politica locale, che ha perso autorevolezza e agibilità. Mentre noi discutiamo dove collocare un pronto soccorso, Reggio e Cosenza corrono. Basta con le sottomissioni, con i compromessi al ribasso, con la paura di dispiacere a qualcuno. Per rilanciare un territorio, dalla sanità all’economia, servono personalità e carisma politico, non il silenzio per timore di qualcuno.
Ora attendo gli altri. Attendo la Lega. Attendo la posizione ufficiale di Forza Italia. E attendo, soprattutto, il sindaco Nicola Fiorita.
Io non accetto che il presidio che ha insegnato la sanità alla Calabria venga ridotto a un contenitore vuoto. Gli altri lo accettano ?
Avv. Antonello Talerico
Consigliere Comunale di Catanzaro
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.